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	<title>vaccini Archives - Biologi per la Scienza</title>
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	<description>Tre studenti che amano la scienza, le denunce, i meme e le minacce di morte.</description>
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		<title>Vaiolo delle scimmie: un paio di cose che probabilmente vuoi sapere sul vaccino</title>
		<link>https://www.biologiperlascienza.it/2022/07/vaiolo-delle-scimmie-cose-che-probabilmente-vuoi-sapere-sul-vaccino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Biologi per la Scienza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 15:47:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Divulgazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo mesi passati a parlarne e non parlarne, l&#8217;OMS ha deciso di dichiarare ufficialemente il vaiolo delle scimmie un&#8217;emergenza sanitaria globale. Significa che è arrivato il successore del COVID? No, significa però che è arrivato il momento di prendere questa malattia infettiva sul serio. E nel caso steste pensando &#8220;eh...</p>
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<p>Dopo mesi passati a parlarne e non parlarne, l&#8217;<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/vaiolo-scimmie-l-oms-dichiara-l-emergenza-sanitaria-globale-AEVmMaoB?refresh_ce=1">OMS ha deciso</a> di dichiarare ufficialemente il vaiolo delle scimmie <a href="https://www.who.int/director-general/speeches/detail/who-director-general-s-statement-on-the-press-conference-following-IHR-emergency-committee-regarding-the-multi--country-outbreak-of-monkeypox--23-july-2022">un&#8217;emergenza sanitaria globale</a>. </p>



<p>Significa che è arrivato il successore del COVID? <br>No, significa però che è arrivato il momento di prendere questa malattia infettiva sul serio. <br>E nel caso steste pensando &#8220;eh ma vabbè, tanto colpisce solo i gay&#8221; vi fermiamo subito: è stato detto anche di HIV. <a href="https://www.unaids.org/en/resources/fact-sheet">Un secolo e quasi 40 milioni di morti dopo</a>, HIV è tuttora una malattia presente ovunque che causa danni immensi sia a livello umano ch economico. Quindi no, non esistono malattie infettive che colpiscono solo alcune categorie di persone, non nel lungo periodo almeno.</p>



<p>La buona notizia però è che per questa malattia abbiamo già un <a href="https://www.ema.europa.eu/en/documents/product-information/tecovirimat-siga-epar-product-information_it.pdf">antivirale</a> efficace e, ancora meglio, un <a href="https://www.ema.europa.eu/en/news/ema-recommends-approval-imvanex-prevention-monkeypox-disease">vaccino</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vaccino: come facevamo ad averlo prima che ci fosse la malattia</h2>



<p>La domanda sorge spontanea: se si parla di vaiolo delle scimmie solo da qualche mese, com&#8217;è possibile che ci sia già un vaccino? </p>



<p>I motivi sono 2:<br>1) <strong>si parla </strong>da mesi del vaiolo delle scimmie, ma questo virus è in realtà <a href="https://www.cdc.gov/poxvirus/monkeypox/about.html">noto da decenni</a><br>2) il vaccino in questine era stato ideato per il vaiolo classico, e solo in un secondo tempo si è visto che poteva funzionare anche contro il vaiolo delle scimmie</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come è stato creato </h2>



<p>Il vaccino, noto in Europa come &#8220;Imvanex&#8221; e negli USA come &#8220;Jynneos&#8221;, è prodotto infatti dall&#8217;azienda Bavarian Nordic, e si basa sul <strong><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28057259/">virus vaccinico vivo Ankara modificato</a></strong>. </p>



<p>Questo vaccino deriva da un virus chiamato appunto &#8220;virus vaccinico Ankara&#8221; che sarebbe un altro parente poco famoso del vaiolo, isolato, indovinate un po&#8217;, ad Ankara. </p>



<p>A metà del secolo scorso alcuni scienziati si sono messi a coltivarlo in colture di cellule di pollo, e dopo vari passaggi si sono resi conto che il virus si era completamente adattato, modificato, perdendo la capacità di produrre virioni nelle cellule di mammifero. </p>



<p>L&#8217;idea di base quindi è la stessa del <a href="https://www.wikivaccini.regione.lombardia.it/wps/portal/site/wikivaccini/DettaglioRedazionale/storia">primo vaccino contro il vaiolo</a>, sviluppato da Jenner alla fine del &#8216;700: un patogeno che non è più patogeno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché è sicuro</h2>



<p>Come mai abbiamo specificato &#8220;la capacità di produrre virioni&#8221;? Perché questo virus modificato è comunque in grado di entrare nelle nostre cellule e pure di far loro produrre alcune proteine virali, ma queste non sono in grado poi di assemblarsi in virioni. Il virus, adattatosi alle colture di cellule di pollo ha infatti perso alcuni pezzi di genoma che gli permettevano di dare la malattia nei mammiferi.</p>



<p>L&#8217;infezione a livello cellulare non può quindi diventare una patologia a livello dell&#8217;intero organismo. In pratica, se con una dose di vaccino inietto 10 particelle virali potrò &#8220;infettare&#8221; al massimo 10 cellule, se ne inietto 394 &#8220;infetterò&#8221; al massimo 394 cellule, e via così. </p>



<p>Quello che succede poi è che le cellule &#8220;infettate&#8221; rilasciano queste proteine virali, che vengono riconosciute dal sistema immunitario, che <a href="https://ec.europa.eu/health/documents/community-register/2013/20131217127502/anx_127502_it.pdf">produce una risposta anticorpale</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché funziona</h2>



<p>A questo punto però c&#8217;è una questione pratica: perché questo vaccino creato per il vaiolo classico dovrebbe funzionare contro quello delle scimmie?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Antigeni numerosi</h3>



<p>La prima considerazione da fare riguarda il virus. A differenza di SARS-CoV-2, che utilizza esclusivamente la proteina S per entrare nelle cellule, i virus del genere del vaiolo (quello classico, quello delle scimmie, ma anche e soprattutto il <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28057259/">virus vaccinico vivo Ankara modificato</a>) usano<a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3386626/"> numerose proteine </a>per entrare nelle nostre cellule, e le espongono tutte sulla loro membrana.</p>



<p>Da qui, la prima ovvia conseguenza: più proteine sulla superficie = più bersagli contro cui il nostro corpo può produrre gli anticorpi. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Antigeni simili </h3>



<p>La seconda considerazione riguarda l&#8217;effettiva <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0014579301031441">diversità tra le specie di virus vaiolosi</a>: è piccola. </p>



<p>Le proteine di superficie di specie diverse sono simili, e quindi gli anticorpi generati contro una specie funzioneranno almeno parzialmente anche contro le altre (e infatti abbiamo già visto che chi è vaccinato contro il vaiolo è in parte protetto dal vaiolo delle scimmie). </p>



<p>Praticamente, dando un corpo al cerchio e uno alla botte, questo vaccino porta a casa un&#8217;immunità più soddisfacente contro un virus che non era il suo bersaglio originale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Virus a DNA</h3>



<p>&#8220;Ok, ma se questo vaccino è vecchio di 70 anni, perché dovrebbe funzonare contro il virus odierno?&#8221;</p>



<p>I virus del genere del vaiolo hanno un genoma  a DNA, che è una molecola moltro molto stabile. Se dovessimo paragonare le stabilità dei genomi di alcuni virus alle casette dei tre porcellini avremmo:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>&#8211; <em>HIV </em>= casetta di paglia.<br>Ha un genoma a RNA che è chimicamente instabile e gli enzimi della riproduzione non correggono eventuali errori</li><li>&#8211; <em>SARS-CoV-2</em> = casetta di legno. <br>Ha un genoma a RNA che è chimicamente instabile, ma gli enzimi della riproduzione correggono eventuali errori</li><li>&#8211; <em>Monkeypox virus</em> = casetta di mattoni. <br>Il genoma a DNA è chimicamente stabile e gli enzimi della riproduzione correggono eventuali errori</li></ul>



<p>Ciò significa che questo virus difficilmente riuscirà a generare delle varianti in grado di sfuggire al vaccino, ma significa anche che questo vaccino, messo a punto 70 anni fa, funziona ancora molto bene.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quindi, per concludere&#8230;</h2>



<p>Il vaccino era stato pensato per il vaiolo classico, ma visto che il vaiolo classico è incredibilmente simile a quello delle scimmie, lo possiamo riadattare. </p>



<p>Il vaccino esiste, è sicuro, e ha tutte le carte in regola per funzionare molto bene.</p>



<p>Resta solo una domanda: a chi è consigliato? </p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



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<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide"/>



<p><em>Riccardo Spanu, membro e fondatore di Biologi per la Scienza, laureato in Pharmaceutical Biotechnologies (UniPD)</em>.</p>
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		<title>No, il vaccino anti-COVID di Moderna non è genotossico</title>
		<link>https://www.biologiperlascienza.it/2022/01/no-il-vaccino-di-moderna-non-e-genotossico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Biologi per la Scienza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2022 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa il dott. Frajese è stato intervistato a &#8220;Non è l&#8217;Arena&#8221; su La7 dove ha affermato che ci sarebbero dei nuovi studi fatti da Moderna che indicherebbero una possibile genotossicità del vaccino. Quanto c&#8217;è di vero nelle affermazioni di questo medico?Sostanzialmente nulla, neanche le premesse. Chi è il...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Qualche giorno fa il dott. Frajese è stato <a href="https://www.youtube.com/watch?v=DG-RIuyBkaM">intervistato a &#8220;Non è l&#8217;Arena&#8221; su La7</a> dove ha affermato che ci sarebbero dei nuovi studi fatti da Moderna che indicherebbero una possibile genotossicità del vaccino.</p>



<p><strong>Quanto c&#8217;è di vero nelle affermazioni di questo medico?</strong><br><strong>Sostanzialmente nulla, neanche le premesse.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è il dott. Frajese?</h2>



<p>Prima di fare analisi puntuale di tutto ciò che c&#8217;è di sbagliato nelle sue affermazioni, presentiamo adeguatamente il soggetto in questione. Frajese è un medico endocrinologo, che &#8220;non è che sono no-vax&#8221;, però poi casualmente tira fuori solo motivi per cui uno non dovrebbe vaccinarsi. Quello che sembra dargli particolarmente fastidio è in particolare la vaccinazione anti-COVID di bambini e adolescenti per un mix di ragioni riassumibili con &#8220;il vaccino non è stato abbastanza testato&#8221;. Giusto per dare un&#8217;idea della fondatezza delle sue critiche, basti sapere che in un convegno al Senato quest&#8217;estate aveva già ampiamente dimostrato di <a href="https://www.biologiperlascienza.it/2021/10/solo-un-altro-no-vax-in-senato/">non saper neanche leggere l&#8217;intestazione di una tabella</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Spiegone introduttivo</h2>



<p>Partiamo dalle basi: <strong>genotossico</strong> non significa <strong>cancerogeno</strong>, e neanche <strong>mutageno</strong>. <br>Un agente mutageno causa dei danni diretti al DNA delle nostre cellule modificandone la struttura chimica, andando quindi a causare delle mutazioni. Un agente mutageno è <strong>necessariamente</strong> genotossico. Tipico esempio di mutageno sono i raggi UV del sole, che penetrano nel nucleo delle nostre cellule, colpiscono il DNA, e lo danneggiano. <br>Un agente genotossico,<strong> può</strong> essere mutageno, ma non necessariamente. Per essere genotossica, una sostanza deve interferire in modo qualsiasi con la stabilità del nostro DNA. Potrebbe interferire con il funzionamento delle proteine che proteggono il DNA, oppure con quelle che lo riparano: i meccanismi possono essere molto vari.<br>Un agente cancerogeno è invece un agente genotossico che causa particolari mutazioni che a loro volta causano il cancro. Un agente cancerogeno è necessariamente genotossico, ma un agente genotossico <strong>non</strong> è necessariamente cancerogeno.</p>



<p>Il motivo è semplice: le nostre cellule sanno difendersi. Cioè, non è che sappiano proprio difendersi, più che altro sanno suicidarsi al momento giusto. Quando il DNA di una cellula viene danneggiato e non riesce ad essere riparato, la cellula decide che è meglio farla finita, per non danneggiare il resto dell&#8217;organismo. Questo processo si chiama <strong>apoptosi,</strong> e accade continuamente nel nostro corpo, tipo ogni volta che dobbiamo sostituire una cellula danneggiata o anche solo vecchia. Il fatto che una sostanza sia genotossica sta in rapporto con il potenziale cancerogeno più o meno come avere un&#8217;elica sta in rapporto con l&#8217;avere uno yacht.</p>



<p>Infine, la geno<strong>tossicità</strong>, come tutti i tipi di tossicità, dipende dalle dosi. In una certa quantità la luce del sole ci fa bene perché ci aiuta ad attivare la vitamina D che ci serve per mantenere forti le ossa, ma oltre una certa quantità i raggi UV causano il cancro. Bere acqua fa bene, ma se ne bevete 5 L in un&#8217;ora rischiate di morire. Sostanze genotossiche, assunte in dosi abbastanza piccole, sono perfettamente sicure, tipo la formaldeide che c&#8217;è nelle mele.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le fregnacce di Frajese</h2>



<h3 class="wp-block-heading">&#8220;Non sono fatti studi di genotossicità o carcinogenità&#8221;</h3>



<p>Falso. Nel <a href="https://www.ema.europa.eu/en/documents/assessment-report/spikevax-previously-covid-19-vaccine-moderna-epar-public-assessment-report_en.pdf">report di approvazione dell&#8217;EMA</a> pubblicato a <strong>gennaio 2021</strong> e aggiornato a marzo dello stesso anno si fa esplicito riferimento a test di genotossicità svolti. Frajese quindi, nella migliore delle ipotesi, parla di cose su cui non è minimamente aggiornato.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="759" height="506" src="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/data-1.png" alt="" class="wp-image-11578" srcset="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/data-1.png 759w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/data-1-300x200.png 300w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/data-1-480x320.png 480w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/data-1-280x186.png 280w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/data-1-600x400.png 600w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/data-1-585x390.png 585w" sizes="(max-width: 759px) 100vw, 759px" /><figcaption>Copertina del report di approvazine EMA</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="638" height="181" src="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/studi-genotoxicity.png" alt="" class="wp-image-11577" srcset="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/studi-genotoxicity.png 638w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/studi-genotoxicity-300x85.png 300w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/studi-genotoxicity-585x166.png 585w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /><figcaption>I test di genotossicità svolti.</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">&#8220;C&#8217;è però una problematica venuta dai nuovi dati che sono usciti&#8221;</h3>



<p>Falso. Non sono usciti <strong>nuovi</strong> dati perché i dati sono pubblicamente disponibili da un anno. Frajese parla poi evidentemente dei dati riportati nel documento di approvazione del gennaio 2021, che altrettanto evidentemente in un anno non ha avuto il tempo di leggere.</p>



<h3 class="wp-block-heading">&#8220;Lo studio è stato fatto usando un RNA diverso da quello che c&#8217;è nel vaccino&#8221;</h3>



<p>Cosa assolutamente non sorprendente dato che l&#8217;mRNA di per sé non può essere cancerogeno (ricordiamo che i vaccini a mRNA non sono i primi farmaci a RNA ad essere approvati, ma <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7495341/#:~:text=A%20number%20of%20RNA%20drugs,directly%20interfere%20with%20RNA%20targets.">ce ne sono stati altri prima</a>). Gli studi di genotossicità sono stati fatti per indagare la potenziale pericolosità dell&#8217;<strong>eccepiente SM-102</strong>, come si riporta nel report EMA evidentemente non letto da Frajese.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="669" height="167" src="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-18-alle-22.46.32.png" alt="" class="wp-image-11584" srcset="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-18-alle-22.46.32.png 669w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-18-alle-22.46.32-300x75.png 300w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-18-alle-22.46.32-585x146.png 585w" sizes="(max-width: 669px) 100vw, 669px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">&#8220;La casa farmaceutica stessa dice che ci sta un&#8217;azione debole di genotossicità&#8221;</h3>



<p>Indovinate un po&#8217;? Falso.</p>



<p>Nel report c&#8217;è chiaramente scritto che le alterazioni osservate (globuli rossi dotati un micronucleo) in<strong> uno</strong> degli studi <em>in vivo</em> (nessuna alterazione era emersa dagli studi <em>in vitro</em>) sono ben più plausibilmente riconducibili a effetti di tossicità generale (= gli effetti collaterali tipo febbre e &#8220;infiammazione&#8221; della milza). Perché? Perché nei ratti sono normalmente prodotti alcuni globuli rossi con un micronucleo, che vengono subito eliminati dalla milza. Va da sé che se la milza è allo stesso tempo impegnata a montare la risposta immunitaria, questa funzione sarà un po&#8217; trascurata e il livello di globuli rossi micronucleati nel sangue aumenterà.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="650" height="144" src="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-18-alle-22.53.00.png" alt="" class="wp-image-11585" srcset="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-18-alle-22.53.00.png 650w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-18-alle-22.53.00-300x66.png 300w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-18-alle-22.53.00-585x130.png 585w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">&#8220;Andrebbe studiata (la genotossicità) con la sequenza (di mRNA) di oggi&#8221;</h3>



<p>Vero.</p>



<p>AHAHAH no, scherziamo, ovviamente falso anche questo. Come già detto, alcuni dei test di genotossicità sono fatti usando particelle lipidiche contenenti mRNA diversi da quelli del vaccino, e ciò non è un problema dato che sappiamo bene che l&#8217;<strong>mRNA non è genotossico.</strong> Frajese è particolermente fissato con questa idea dell&#8217;mRNA genotossico/cancerogeno, e onestamente non riusciamo a capire perché. Anzi, a questo punto sembra quasi che non conosca il normale metabolismo dell&#8217;mRNA, ma sicuramente ci sbagliamo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">&#8220;Genotossicità significa possibilità di cancro (&#8230;) prima di dare le cose agli adolescenti e ai bambini con il rischio che ci sia questa problematica&#8230;&#8221;</h3>



<p>Ah sì, la classica conclusione degli interventi di Frajese: &#8220;nessuno pensa ai bambini&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/image.jpeg" alt="" class="wp-image-11586" width="359" height="359" srcset="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/image.jpeg 225w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/image-150x150.jpeg 150w" sizes="auto, (max-width: 359px) 100vw, 359px" /></figure>



<p>Non è che nessuno pensi ai bambini, anzi, ma la domanda sorge spontanea: se Frajese è veramente tanto preoccupato della potenziale carcinogenicità del vaccino Moderna, perché non se ne preoccupa anche negli adulti? Cioè, ci sono milioni di persone vaccinate ormai, dove sarebbero tutti questi casi di cancro? Ah, è vero, non ci sono.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le conclusioni del report</h2>



<p>Ma quindi, a parte le fregnacce di Frajese, il report dell&#8217;EMA cosa conclude sulla genotossicità del vaccino Moderna?</p>



<p>Al contrario di ciò che ha raccontato Frajese, il report conclude che, per una lunga serie di ragioni, non ci si aspetta nessun rischio rilevante di genotossicità per l&#8217;mRNA-1273 (il nome di lavoro di Spikevax, il vaccino di Moderna).</p>



<p>&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="645" height="401" src="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/le-considerazioni.png" alt="" class="wp-image-11587" srcset="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/le-considerazioni.png 645w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/le-considerazioni-300x187.png 300w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/le-considerazioni-643x400.png 643w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2022/01/le-considerazioni-585x364.png 585w" sizes="auto, (max-width: 645px) 100vw, 645px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Consigli finali a Frajese per le prossime interviste:</h2>



<p>Smetterla di guardare in alto come se dovesse farsi suggerire qualcosa (tanto si vede che il foglio da cui sta leggendo lo tiene in basso)</p>



<p>Aggiornarsi sulla letteratura perché non ci si fa una bella figura a definire &#8220;recenti&#8221; dati noti da un anno</p>



<p>Imparare bene la definizione di genotossicità, che magari alla prossima intervista non gli lasciano passare la domanda di cui non sa la risposta a Pregliasco (<a href="https://youtu.be/DG-RIuyBkaM?t=122">video qui</a>)</p>



<p>Ripassare il metabolismo degli mRNA che non si sa mai che qualcuno gli faccia una domanda a sorpresa (per i giornalisti che ci leggono: sarebbe un <strong>vero peccato</strong> se qualcuno gli chiedesse come vengono degradati gli mRNA all&#8217;interno delle nostre cellule)</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



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		<title>I no-vax citano i miei studi sul grafene senza averli capiti</title>
		<link>https://www.biologiperlascienza.it/2021/11/i-novax-citano-i-miei-studi-sul-grafene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Biologi per la Scienza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2021 14:25:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[Divulgazione]]></category>
		<category><![CDATA[100 vetrine]]></category>
		<category><![CDATA[grafene]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutto comincia con una mail. Una mail insolita, da parte di un editore. Il tuo articolo ha raggiunto le 70 mila visualizzazioni. Numeri da influencer, numeri che solitamente non si vedono per una pubblicazione scientifica. Un articolo scientifico sul grafene del 2018 in tendenza nel 2021 durante la pandemia da...</p>
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<p>Tutto comincia con una mail. Una mail insolita, da parte di un editore. Il tuo articolo ha raggiunto le 70 mila visualizzazioni. Numeri da influencer,  numeri che solitamente non si vedono per una pubblicazione scientifica. <meta charset="utf-8">Un articolo scientifico sul grafene del 2018 in tendenza nel 2021 durante la pandemia da coronavirus (SARS-CoV-2). Cosa è accaduto?</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Screenshot-2021-10-20-at-21.49.46-1024x401.png" alt="" class="wp-image-11459" width="651" height="254" srcset="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Screenshot-2021-10-20-at-21.49.46-1024x401.png 1024w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Screenshot-2021-10-20-at-21.49.46-300x118.png 300w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Screenshot-2021-10-20-at-21.49.46-768x301.png 768w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Screenshot-2021-10-20-at-21.49.46-1536x602.png 1536w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Screenshot-2021-10-20-at-21.49.46-2048x802.png 2048w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Screenshot-2021-10-20-at-21.49.46-1920x752.png 1920w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Screenshot-2021-10-20-at-21.49.46-960x376.png 960w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Screenshot-2021-10-20-at-21.49.46-1021x400.png 1021w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Screenshot-2021-10-20-at-21.49.46-585x229.png 585w" sizes="auto, (max-width: 651px) 100vw, 651px" /><figcaption>Nel frattempo le visualizzazioni sono arrivate a 90 mila. L&#8217;articolo lo potete trovare <a href="https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fnsys.2018.00012/full" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>.</figcaption></figure></div>



<p>A raccontarci questa incredibile storia è&nbsp;Mattia Bramini, ricercatore e docente all&#8217;università spagnola di Granada. Durante la sua attività di ricerca Bramini si è occupato di nanomateriali e in particolare delle applicazioni del grafene in campo biomedico. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Un po&#8217; di cronistoria</h3>



<p>Nel 2018 Mattia Bramini e colleghi scrivono una review &#8211; la review è un articolo scientifico che cerca di fare il punto sui progressi e sfide ancora aperte in un determinato campo scientifico &#8211; dal titolo “Interfacing Graphene-Based Materials With Neural Cells”. La review si concentra sui possibili utilizzi del grafene nel campo delle neuroscienze, citando gli studi condotti fino a quel momento dove si discutono le potenzialità e soprattutto la biocompatibilità del materiale.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>Che cos&#8217;è il grafene.</strong> Il grafene è un foglio di atomi di carbonio strettamente legati tra loro e disposti a formare una struttura esagonale a nido d&#8217;api (o favo per i più precisi). Questa particolare disposizione degli atomi <meta charset="utf-8">di carbonio (che sono tutti uguali tra loro) conferisce al materiale delle caratteristiche peculiari: il grafene è flessibile, leggero, trasparente e allo stesso tempo il materiale più resistente conosciuto. In aggiunta, il grafene è un materiale altamente conduttivo e quindi di interesse per una serie di applicazioni: dai dispositivi elettronici flessibili alla medicina e, appunto, le neuroscienze.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Nel 2021 la review genera un’anomala attenzione sui social, ad accendere la miccia è un sito di disinformazione spagnolo che utilizza e linka lo studio per dimostrare un piano mondiale di controllo delle menti attraverso il grafene presente nei vaccini. Come se non bastasse, a distanza di pochi giorni da queste farneticazioni, si aggiungono dichiarazioni presunte analisi di una fiala di&nbsp;vaccino da parte di  alcuni ricercatori dell’Università di Almeria. Le conclusioni costringono l&#8217;Università a rilasciare un comunicato ufficiale per prendere le distanze dai ricercatori.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">🔹Comunicado de la Universidad de Almería en relación con las falsas informaciones difundidas en algunas redes sociales y blogs. <a href="https://t.co/Rx6ayF35eI">pic.twitter.com/Rx6ayF35eI</a></p>&mdash; Universidad de Almería (@ualmeria) <a href="https://twitter.com/ualmeria/status/1410884237377560579?ref_src=twsrc%5Etfw">July 2, 2021</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<div style="height:24px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Ciliegina sulla torta, gli stessi ricercatori a distanza di svariate settimane pubblicheranno una nota per prendere le distanze dalle conclusioni dei loro stessi studi (con tanto di lettera firmata che si può trovare e scaricare <a href="https://www.researchgate.net/publication/353402485_ACLARACION_AL_INFORME_PRELIMINAR_SOBRE_LA_PRESENCIA_DE_GRAFENO_EN_VACUNA_mRNA_COMIRNATY_TM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>). Per gli amanti del complotto questo è l&#8217;ennesimo esempio di ricercatori messi a tacere, ma la realtà delle cose dice altro: ricercatori mediocri che volontariamente o meno (non sta a noi decidere se ci sia intenzionalità) forniscono una base falsamente scientifica alle teorie più assurde. </p>



<p>Rimanendo nel campo dei ricercatori mediocri non potevano mancare in questa storia gli italianissimi Stefano Montanari e Antonietta Gatti, la nanocoppia che ci invidia tutto il mondo. I due per l&#8217;occasione optano per una cosa a tre, pubblicando <a href="https://www.open.online/2021/08/30/covid-19-vaccini-studio-grafene-acciaio-peg/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">uno studio</a> livello tesina delle medie a firma Young – Gatti – Montanari. La conclusione è sempre la stessa: nei vaccini ci sarebbe ogni genere di porcheria e soprattutto <strong>l&#8217;ossido di grafene</strong>. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;Le tecniche che il trio ha utilizzato non sono&nbsp;sufficienti per l’identificazione di grafene o grafene ossido-ridotto. Per identificare il grafene si utilizza la Raman Spectroscopy. Non si utilizzano immagini comparative di microscopia ottica e/o elettronica, perché utilizzando questi metodi è praticamente impossibile distinguere il grafene dalla comune polvere. Questi dicono di aver trovato il grafene perché i loro campioni assomigliano per analogia morfologica al grafene.&#8221;</p></blockquote>



<p>Non finisce qui, per dimostrare al mondo che l&#8217;Italia è leader nelle pseudoscienze e che questa storia del grafene nei vaccini ci ha veramente intrigato arriva a settembre 2021 <a href="https://www.open.online/2021/09/24/covid-19-vaccino-pfizer-grafene-sara-cunial-interrogazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un&#8217;interrogazione parlamentare</a> da parte della deputata Sara Cunial. Il copione è lo stesso, nuovi studi (sbagliati in ogni singolo dettaglio) dicono che nei vaccini ci sono delle sostanze pericolose, tra cui il grafene. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;Il modo più semplice per capire che non sanno di cosa parlano e chiedere una foto dei campioni analizzati. Alle concentrazioni che dicono di aver trovato la soluzione contenente grafene sarebbe scura. Ma questo non lo puoi sapere se non hai mai lavorato con questo materiale.&#8221;</p></blockquote>



<p>In conclusione non poteva mancare <a href="https://www.biologiperlascienza.it/2021/05/loretta-bolgan-la-pseudoscienziata/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Loretta Bolgan</a>. Su Youtube è possibile trovare delle interessantissime conferenze nelle quali Loretta Bolgan afferma che indubbiamente sia presente il grafene nei vaccini. Insomma, il grafene per i no-vax è il nuovo <a href="https://www.biologiperlascienza.it/2021/05/loretta-bolgan-la-pseudoscienziata/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">viagra</a> e <a href="https://www.biologiperlascienza.it/2021/04/feti-abortiti-nei-vaccini/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">feti abortiti</a>. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa dice in breve la teoria no-vax sul grafene nei vaccini</h3>



<p>Lo studio di Bramini e colleghi secondo diversi no-vax italiani (Loretta Bolgan, Stefano Montanari, Antonietta Gatti, Sara Cunial etc etc) sarebbe una delle prove provanti che il grafene presente nei vaccini (1) contro il coronavirus (SARS-CoV-2) possa raggiungere il cervello (2) e interferire con la funzionalità dell&#8217;organo (3). Per alcuni, quelli con dottorato di ricerca conseguito su Telegram, il grafene non sarebbe nient&#8217;altro che &#8220;l&#8217;antenna&#8221; con la quale chi controlla il 5G potrà controllare anche le menti dei vaccinati (4).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Perchè la storia del grafene nei vaccini è assurda e demenziale</h3>



<p>Analizziamo per punti questa geniale teoria. </p>



<p><strong>1) Nei vaccini c&#8217;è il grafene? </strong>No. Il grafene con il quale lavorano Bramini e colleghi internazionali è un materiale estremamente costoso, di difficile produzione e che necessità tecnologie che solo poche aziende nel mondo hanno. E no, le case farmaceutiche che producono i vaccini non sono tra queste. Non stiamo parlando del telaio di una bici da corsa, di cui comunque tutti abbiamo idea del costo, il grafene per applicazione biomedica è grafene con determinate caratteristiche di purezza e dimensione. Caratteristiche che ovviamente ne aumentano il costo.  </p>



<p><strong>2) Il grafene raggiunge il cervello?</strong> Al momento non è mai stata provato. Il nostro organismo si è evoluto per evitare che ogni singola sostanza presente nel sangue o linfa possa raggiungere il cervello. La dogana che separa il cervello dal resto del corpo è chiamata barriera ematoencefalica. Questo è indubbiamente per noi un vantaggio per una serie di fattori come ad esempio tenere alla larga infezioni dal raggiungere il cervello. Allo stesso tempo la barriera <meta charset="utf-8">ematoencefalica è un ostacolo da superare per tutta una serie di tecnologie biomediche che vorremo sviluppare. Se un giorno saremo in grado di sfruttare l&#8217;RNA per il trattamento di certi tipi di tumori, non potremo iniettare nella spalla il farmaco se il target è il cervello. Esistono studi in vitro e uno in vivo su roditori, con ossido di grafene ridotto, che dicono che il materiale non è in grado di superare la barriera ematoencefalica. In generale il passaggio dipende dalla grandezza dei fiocchi di grafene, ma i nostri pseudo-scienziati non ci danno informazioni.</p>



<p><strong>3) Il grafene interferisce con la funzionalità dei nostri organi? </strong>Dipende. La domanda non ha una semplice e univoca risposta. Il grafene è un materiale composto da atomi di carbonio, gli stessi atomi su cui si è sviluppata la vita sulla Terra. A determinare l&#8217;esito dell&#8217;interazione tessuto-grafene sono diversi fattori: i) struttura tridimensionale del grafene ii) composizione del materiale. Ad esempio l&#8217;ossido di grafene che molti no-vax dicono di aver trovato nei vaccini, e che suona più minaccioso, in realtà è un materiale che viene più facilmente degradato dalle nostre cellule tramite l&#8217;azione dei <a href="https://www.biologiperlascienza.it/2021/08/idrossiclorochina-non-ha-funzionato/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lisosomi</a>. </p>



<p><strong>4) Le antenne e altre storie fantasy</strong>. Il grafene è un materiale conduttivo. Il grafene non è un materiale magnetico. Come farebbe a rispondere alle onde elettromagnetiche? Ogni volta che questa brillante teoria viene citata un fisico si rivolta nella tomba.</p>



<div style="height:24px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">A cosa serve veramente il grafene</h3>



<div style="height:9px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;Il grafene livello neuronale ha sicuramente del potenziale come materiale sia per&nbsp;lo sviluppo di nuovi sistemi diagnostici (mi riferisco ad elettrodi e&nbsp;biosensori) che terapeutici (tipo supporti bi-tridimensionali per la&nbsp;rigenerazione neuronale – si pensi a malattie neurodegenerative per&nbsp;esempio o traumi). La strada è comunque ancora molto lunga e il fatto&nbsp;che ci siano studi che descrivano il comportamento delle cellule&nbsp;neuronali a contatto col grafene può solo che essere visto positivamente&nbsp;per ampliare le nostre conoscenze e poter sviluppare nuove tecnologie&nbsp;mediche.&#8221;</p></blockquote>



<p>Ringraziamo infinitamente il professor Bramini per aver condiviso con noi questa storia e per il tempo che ci ha dedicato. </p>



<hr class="wp-block-separator"/>



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<p></p>
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		<title>#PfizerGate (in cui Pfizer non c&#8217;entra)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Biologi per la Scienza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2021 15:47:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[British Medical Journal]]></category>
		<category><![CDATA[pfizer]]></category>
		<category><![CDATA[pfizergate]]></category>
		<category><![CDATA[trial]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa è uscito sul British Medical Journal un articolo (non scientifico, proprio un articolo di cronaca) che da molti è stato interpretato come &#8220;Pfizer cattiva, ha falsificato i dati dei trial&#8221;. Leggendo effettivamente l&#8217;articolo si nota però che la storia è molto diversa da come è stata presentata...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Qualche giorno fa è uscito sul British Medical Journal <a href="https://www.bmj.com/content/375/bmj.n2635">un articolo</a> (non scientifico, proprio un articolo di cronaca) che da molti è stato interpretato come &#8220;Pfizer cattiva, ha falsificato i dati dei trial&#8221;. Leggendo effettivamente l&#8217;articolo si nota però che la storia è molto diversa da come è stata presentata dai media e da certi frettolosi commentatori tipo <a href="https://www.biologiperlascienza.it/2020/09/abbiamo-parlato-con-telese-di-scienza-e-giornalismo/">Luca Telese</a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Ecco la bomba del British Medical Journal, ripresa da Le Figaro: “Il gruppo Ventavia, incaricato da Pfizer di valutare l&#39;efficacia del suo vaccino, ha “falsificato dati&quot; e fornito un &quot;monitoraggio ritardato degli effetti collaterali&quot;. Orrore.<a href="https://twitter.com/hashtag/COVID19?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#COVID19</a></p>&mdash; Luca Telese (@lucatelese) <a href="https://twitter.com/lucatelese/status/1455997025967820806?ref_src=twsrc%5Etfw">November 3, 2021</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Partiamo dalle basi: tutto l&#8217;articolo si basa sulle <strong>accuse </strong>di <meta charset="utf-8">Brook Jackson, ex direttrice di uno dei centri texani della Ventavia Research Group, e di due altri impiegati, rimasti anonimi. Alcune di queste accuse sono molto gravi, altre poco più di lamentele sulla disorganizzazione. Alcune sono verificabili, e per altre dovremmo solo fidarci. Non tutto quello che viene riportato nell&#8217;articolo è quindi rilevante per la storia. </p>



<p><strong>Ok, quindi la storia qual è?</strong> Che un&#8217;ex dipendente di una una delle numerose aziende con cui Pfizer ha collaborato per la sperimentazione del suo vaccino accusa il suo ex datore di lavoro di non aver lavorato sempre in maniera ottimale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pfizer c&#8217;entra poco e niente</h2>



<p>Il Ventavia Research Group, vero protagonista dell&#8217;articolo, di cosa si occupa? Di sperimentazione clinica. Per quanto grande infatti, anche la più grande &#8220;Big Pharma&#8221; non ha le risorse necessarie per gestire la sperimentazione clinica di un nuovo farmaco su più di 40.000 persone e quindi &#8220;subaffitta&#8221; a diverse aziende. Ventavia è appunto una di queste.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pochi centri coinvolti</h2>



<p>La sperimentazione del vaccino Pfizer si è basata sui dati provenienti da 153 centri di ricerca, di cui solo 3 erano gestiti da Ventavia. In totale, questi tre centri si sono occupati di circa 1000 volontari, ovvero poco più del 2% dei partecipanti. Per quanto possano aver lavorato male, è quindi improbabile che ciò abbia avuto un impatto sostanziale sul risultato finale dello studio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Cattive pratiche di laboratorio&#8221; </h2>



<p>Una delle accuse più altisonanti e allo stesso tempo ridicole fatte dalla Jackson è che nei laboratori di Ventavia non si lavorasse correttamente. Peccato che poi come esempio riporti &#8220;aghi di siringa buttati nei sacchetti invece che nei contenitori per gli oggetti affilati&#8221;. Se uno è stato più di 5 minuti in un laboratorio, sa che aghi e vetri vanno buttati in specifici contenitori proprio per evitare che chi li va a svuotare si punga o si tagli. D&#8217;altro canto è pure vero che in quei cinque minuti ti spiegano che la gente è scema, e che ogni tanto aghi e vetri vengono buttati nei sacchetti, ragion per cui questi vanno sollevati in un modo particolare per evitare potenziali tagli.</p>



<p>E&#8217; quindi una cosa grave? Sì, nel senso che evidentemente chi lavorava nel laboratorio non era esattamente un esperto. No, nel senso che non compromette l&#8217;integrità dei dati clinici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Si è perso il &#8220;cieco&#8221;</h2>



<p>I trial clinici più rigorosi si svolgono in doppio cieco, il che significa che né il paziente né il medico sanno se quello che viene somministrato è il vaccino o il placebo. Perché è importante? Perché se il paziente fosse sicuro di aver ricevuto il vaccino potrebbe decidere di esporsi a situazioni rischiose, falsando i risultati. Allo stesso modo, l&#8217;atteggiamento del medico che somministra, ad esempio, il placebo potrebbe far capire al paziente cosa gli è appena stato iniettato, e quindi spingerlo a comportarsi diversamente. </p>



<p>Dunque, se nè l&#8217;iniettato né l&#8217;iniettatore posso sapere cosa c&#8217;è nella siringa, chi la prepara? Una terza persona, appunto il preparatore. Questa persona prepara la dose, ci appicica un codice, e poi nella lista di pazienti segna che codice viene assegnato a che paziente. In questo modo è possibile risalire alla fine a chi ha ricevuto cosa.</p>



<p>La Jackson riporta che queste liste sono state lasciate un po&#8217; in giro nel centro di ricerca Ventavia e che quindi <strong>potenzialmente</strong> avrebbero potuto rivelare chi aveva ricevuto cosa. E&#8217; importante notare che non siamo sicuri che ciò sia successo, ma che se anche fosse successo, sarebbe accaduto DOPO l&#8217;iniezione, e quindi avrebbe avuto ben poche possibilità di influenzare il comportamento del paziente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vaccini malconservati</h2>



<p>Altra critica accennata ma non approfondita è quella secondo cui i vaccini sarebbero stati malconservati. All&#8217;epoca del trial le condizioni di conservazione del vaccino Pfizer erano molto stringenti, ma <a href="https://www.biologiperlascienza.it/2021/10/pfizer-non-scade-piu/">adesso sappiamo</a> che lo erano inutilmente. A meno che in questo centro di ricerca non abbiano conservato i vaccini in forno (e va bene scemi, ma così è veramente troppo) è quindi ben poco probabile che ciò abbia inficiato lo studio. Anzi, se mai avesse avuto un impatto sullo studio sarebbe stato quello di <strong>diminuire </strong>l&#8217;efficacia del vaccino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dati falsi </h2>



<p>Questa è senz&#8217;altro l&#8217;accusa più grave. Si parla di reazioni avverse documentate in ritardo e tamponi non fatti, ma anche di dati modificati dopo essere stati registrati. E&#8217; un problema se un&#8217;azienda modifica i dati clinici dopo averli raccolti? No. Nelle aziende si possono &#8220;correggere&#8221; i dati raccolti <strong>purché si segnali di averlo fatto</strong>. In parole povere, se per sbaglio segni che un paziente è morto ma in realtà è ancora vivo puoi correggerti, ma devi esplicitamente scrivere chi sei, quando stai effettuando la correzione, e come stai correggendo. Il problema quindi non è il cambiamento di per sè, ma la mancanza di formalità nel farlo. </p>



<p>Stesso vale per le reazioni avverse documentate in ritardo. Di per sè non è un problema, però deve essere segnalato che il contatto col paziente è avvenuto tardi. Il riferimento ai tamponi non fatti è invece più grave, perché il trial aveva proprio l&#8217;obiettivo di rilevare quanto il vaccino proteggeva dal COVID. La verità però è che questa accusa è anche la più vaga: nell&#8217;articolo si parla di &#8220;numerosi casi&#8221;, ma quanti? 10? 100? 1000? In ogni caso parliamo di un fenomeno che ha interessato meno del 2% dei partecipanti al trial, avendo di fatto un impatto al massimo classificabile come &#8220;ridicolo&#8221; sui numeri del trial.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quindi il vaccino Pfizer funziona?</h2>



<p>Sì, il vaccino prodotto da Pfizer funziona. Non lo sappiamo solo perché c&#8217;è stato <a href="https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/nejmoa2034577">un trial che lo ha dimostrato</a>, ma perché milioni di persone sono state vaccinate e da allora numerosi studi ne hanno confermato sicurezza ed efficacia. Sappiamo che <a href="https://www.ndm.ox.ac.uk/files/coronavirus/covid-19-infection-survey/finalfinalcombinedve20210816.pdf">protegge dalle infezioni</a> (anche se nonn sappiamo per quanto tempo esattamente) e sappiamo che il <a href="https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2114255">richiamo è necessario</a> per mantenere alta la protezione. Tutto ciò lo sappiamo osservando i dati del mondo reale, in cui si è diffusa una variante estremamente contagiosa (delta) e nonostante le pochissime restrizioni l&#8217;incidenza di contagi e morti tra i vaccinati è bassissima. </p>



<p>Vogliamo criticare gli aspetti tecnici delle sperimentazioni cliniche? Ben venga, anzi è assolutamente auspicabile che si cerchi sempre di migliorare. Magari però sarebbe meglio se questi miglioramenti arrivassero a seguito di inchieste con solidi dati a supporto piuttosto che da testiminianze condite di retorica psudo-complottista.</p>



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		<title>Pfizer non scade più</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Biologi per la Scienza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[Divulgazione]]></category>
		<category><![CDATA[6 mesi]]></category>
		<category><![CDATA[9 mesi]]></category>
		<category><![CDATA[aifa]]></category>
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		<category><![CDATA[SARS-CoV2]]></category>
		<category><![CDATA[stabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>No, ovviamente prima o poi anche il vaccino Pfizer scade, ma ci siamo semplicemente resi conto che scade &#8220;un po&#8217; più in là&#8221;. Le fiale del vaccino anti-COVID prodotto da Pfizer avevano fino a qualche giorno fa una scadenza di 6 mesi, ma ora AIFA ha deciso di estenderla a...</p>
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<p>No, ovviamente prima o poi anche il vaccino Pfizer scade, ma ci siamo semplicemente resi conto che scade &#8220;un po&#8217; più in là&#8221;.</p>



<p>Le fiale del vaccino anti-COVID prodotto da Pfizer avevano fino a qualche giorno fa una scadenza di 6 mesi, ma ora <a href="https://www.aifa.gov.it/-/estensione-del-periodo-di-validit%C3%A0-di-comirnaty-flaconcino-chiuso-">AIFA ha deciso di estenderla a 9</a>. Perché? Forse non gli andava di dover comprare ancora dosi? Non sapevano bene dove buttare le fiale perché la raccolta differenziata è troppo difficile?</p>



<p>Niente di tutto ciò. Semplicemente sono arrivati dei dati nuovi e ci si è adeguati. Giusto per la cronaca, l&#8217;<a href="https://www.fda.gov/media/151710/download">FDA ha adottato queste modalità</a> di conservazione da fine agosto, quindi, a voler essere proprio onesti, siamo pure in ritardo rispetto all&#8217;aggiornamento delle istruzioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Breve storia della conservazione del vaccino Pfizer </h2>



<p>Appena approvato nel dicembre 2020, il vaccino Pfizer aveva delle istruzioni di conservazione molto particolari per non dire proprio rognose. Doveva stare sempre <meta charset="utf-8">tra i -60 e i -90°C e dopo essere scongelato per essere usato poteva essere conservato in frigo (tra 2 e 8°C) per un massimo di 5 giorni. </p>



<p><a href="https://www.ema.europa.eu/en/news/more-flexible-storage-conditions-biontechpfizers-covid-19-vaccine">A maggio l&#8217;EMA ha comunicato che le istruzioni cambiavano</a>, in quanto nuovi dati indicavano che il vaccino era in grado di tollerare anche temperature superiori ai -60/-90°C. Da allora il vaccino deve sì essere conservato tra <meta charset="utf-8">-60 e -90°C per un massimo di sei mesi, ma gli vengono concessi fino a 15 giorni a -20°C. Può sembrare poco, ma questa modifica ha semplificato enormemente il trasporto delle dosi e permesso l&#8217;apertura di numerosi centri vaccinali in zone sprovviste dei super-freezer a -60°C. Non solo, ma anche la durata in frigo è stata estesa da 5 giorni a un mese, rendendo il vaccino Pfizer praticamente tanto conservabile quanto il latte fresco e permettendo le vaccinazioni a domicilio.</p>



<p>Veniamo quindi a noi, ovvero al prolungamento della validità fino a 9 mesi. La risposta è sempre la stessa: sono arrivati dei nuovi dati e si è visto che il vaccino conservato tra -60 e -90°C durava tranquillamente 9 mesi. Visto che fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio, abbiamo scritto una mail a Pfizer chiedendogli se fosse effettivamente così. Dato che a Pfizer sono molto simpatici, o almeno più delle segreterie universitarie, ci hanno pure risposto, come potete vedere nell&#8217;immagine in seguito.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="618" height="130" src="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-12-alle-12.05.35.png" alt="" class="wp-image-11444" srcset="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-12-alle-12.05.35.png 618w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-12-alle-12.05.35-300x63.png 300w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-12-alle-12.05.35-585x123.png 585w" sizes="auto, (max-width: 618px) 100vw, 618px" /><figcaption>In parole povere Pfizer dice: &#8220;abbiamo fatto degli studi di stabilità in questi nove mesi e abbiamo visto che il vaccino dura tranquillamente nove mesi&#8221;</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Capire come conservare un farmaco</h2>



<p>A questo punto probabilmente vi starete chiedendo: sì, ok, belli i dati nuovi, ma da dove li hanno tirati fuori? </p>



<p>La disciplina che si occupa di capire come conservare i farmaci al meglio si chiama &#8220;tecnologia farmaceutica&#8221;. Può sembrare una cosa banale, ma fare in modo che il principio attivo di un farmaco resti effettivamente attivo fino al momento dell&#8217;utilizzo è in realtà fondamentale. Potremmo fare molti discorsi su come la tecnologia farmaceutica si sia evoluta nei secoli, ma parliamo di come si fa ora. </p>



<p>Molto banalmente, si va a tentativi. Prendete il vostro candidato farmaco e lo mettete in diverse condizioni. Uno in frigo, uno nel freezer dove vostra nonna tiene il ragù di emergenza e uno sul cruscotto della macchina che avete lasciato sotto il sole ad agosto. Ogni tot mesi andate a controllare come sta e alla fine decidente la modalità di conservazione in cui si è effettivamente conservato meglio. Semplice, facile, lineare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Come (probabilmente) ha fatto Pfizer</h2>



<p>Partiamo dalle basi. Il principio attivo del vaccino Pfizer è l&#8217;mRNA che codifica la proteina S. Questo mRNA è contenuto dentro a delle nanoparticelle lipidiche che si occupano di recapitarlo integro all&#8217;interno delle nostre cellule. Queste nanoparticelle sono a loro volta sospese in una soluzione contenente vari sali.<br>Riassumendo: i sali proteggono le nanoparticelle lipidiche e le nanoparticelle lipidiche proteggono l&#8217;mRNA (che da Pfizer mio padre comprò).</p>



<p>Sorvolando sulla parte in cui Pfizer ha probabilmente speso una fortuna per capire quali fossero i sali e lipidi da usare, passiamo direttamente ai test di stabilità. &#8220;Test di stabilità&#8221; è un modo raffinato per dire &#8220;ha messo il vaccino a varie temperature, ha aspettato un po&#8217; e ha controllato cosa succedeva&#8221;. Ovviamente ci sono due cose su cui Pfizer si è (molto probabilmente) concentrata: l&#8217;integrità dell&#8217;mRNA e la stabilità delle nanoparticelle. Se l&#8217;mRNA, che è l&#8217;ingrediente principale, si rompe, è facile capire che il vaccino non funzionerà. Allo stesso modo però, se l&#8217;mRNA resta intero ma le nanoparticelle si rompono non funzionerà comunque, perché il principio attivo non potrà entrare nelle cellule e fare il suo dovere.</p>



<p>Ok, avete messo la vostra fiala di vaccino nel frigo sono passati sei mesi: cosa si fa ora? AIFA vuole vedere dei dati nuovi per capire se le dosi che si è scordata in frigo dopo il compleanno di Palù può ancora usarle. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Le dimensioni contano</h3>



<p>Prima cosa: vedere se le nanoparticelle sono rimaste della stessa misura, cosa che si può fare in vari modi. Un modo molto idiota sarebbe quello di usare un microscopio elettronico e cercarle a occhio, ma visto che a Pfizer probabilmente non sono degli idioti (a differenza di una certa coppia di italici no-vax) useranno delle tecniche tipo DLS o SLS. Senza scendere troppo nei dettagli, queste due tecniche si basano sulla capacità delle particelle di interagire con un fascio di luce che attraversa sulla soluzione. Le particelle si comportano un po&#8217; come la palla di una discoteca e &#8220;riflettono&#8221; la luce in base alla loro composizione e dimensione. Vedendo quando e quanto viene riflessa la luce riuscite a capire quanto sono grandi le particelle. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Qualità, non solo quantità</h3>



<p>Seconda cosa: le particelle devono essere ancora fatte degli stessi lipidi originali. In parole povere volete controllare che i sali si siano comportati bene e non siano andati a modificare chimicamente i lipidi. Per farlo Pfizer ha probabilmente usato una tecnica tanto precisa quanto bruta: la spettrometria di massa. Quello che si fa in questa tecnica è una delle cose preferite dagli scienziati: si spacca tutto e si vede di che pezzi è fatto. Prendete qualche goccia del vostro vaccino da testare, le nebulizzate (pure con un laser se ce l&#8217;avete) e spaccate tutto ciò che c&#8217;è in questa &#8220;nebbiolina di vaccino&#8221; tramite l&#8217;utilizzo di campi elettrici fortissimi. Sempre tramite campi elettrici, fate schiantare i pezzettini di ciò che si è rotto su un rilevatore, che vi dirà quanto pesavano e quale era la loro carica elettrica, creando un &#8220;profilo&#8221;. </p>



<p>Prendete il profilo ottenuto e lo confrontate con quello originale dei lipidi delle nanoparticelle. Facile no?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sì, ma l&#8217;mRNA? </h3>



<p>Terza cosa: l&#8217;mRNA deve essere integro. No mRNA, no vaccino, sì COVID. Per controllare se l&#8217;mRNA è intero ci sono almeno tre tecniche, in base a quanto potete spendere e a quanto siete pignoli. Di seguito le spieghiamo brevemente nella maniera più semplice possibile. Se non vi interessano i dettagli tecnici saltate pure a piè pari che tanto la parte importante di questo paragrafo l&#8217;avete già letta.</p>



<p>Prima: il <strong>sequenziamento</strong>. Indubbiamente la più costosa, ma anche la più completa. Andando a vedere l&#8217;esatta sequenza dell&#8217;mRNA non vedo solo se è intero, ma anche se è rimasto uguale chimicamente. </p>



<p>Seconda: la <strong>gel cromatografia</strong>. L&#8217;mRNA viene caricato in una colonna cromatografica, che altro non è che un tubo riempito di microscopiche palline di gel. Senza scendere troppo nei dettagli, una volta caricato l&#8217;mRNA  lavate la colonna con un&#8217;apposita soluzione e vedete cosa esce dall&#8217;altro lato. I pezzi più grossi di mRNA, ovvero l&#8217;mRNA intero, usciranno per primi, perché essendo grandi non riescono a infilarsi in tutti gli spazi tra le palline di gel. I frammenti invece, più piccoli, escono dopo, perché si riescono a infilare in tutti gli spazi disponibili tra le biglie di gel, effettivamente &#8220;perdendosi per strada&#8221;. </p>



<p>Va da sè che se l&#8217;mRNA è intero vedo solo un segnale all&#8217;inizio e poi non vedo più niente, mentre se vedo molti segnali diversi vuol dire che l&#8217;mRNA si è degradato. Tecnica rapida ed efficace, ma a differenza del sequenziamento non ci dà informazioni sulle possibili modifiche chimiche dell&#8217;mRNA.</p>



<p>Terza: l&#8217;<strong>elettroforesi</strong>. L&#8217;mRNA è una molecola carica negativamente, e come tutte le molcole con questa caratteristica tende a muoversi verso le cariche positive. Se prendete l&#8217;mRNA del vaccino e lo mettete in un gel a cui applicate un campo elettrico, lui si muoverà verso il polo positivo. Se il nostro mRNA è ancora integro noi vedremo un solo &#8220;blocco&#8221; di mRNA che si muove tutto assieme, mentre se si è frammentato vedremo tanto &#8220;blocchetti&#8221; che si muovono in base alla loro grandezza (i più piccoli davanti perché si muovono più velocemente in quanto interagiscono meno col gel). Questa tecnica fa abbastanza schifo perché necessita di molto materiale di partenza ed è poco sensibile, quindi siamo moderatamente certi che Pfizer non l&#8217;abbia usata. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Dai freezer ai frighi </h2>



<p>Quasi un anno fa, al momento dell&#8217;approvazione, i dati sulla conservazione e sulla stabilità del vaccino Pfizer erano pochi. Per ovvie ragioni, si era infatti deciso di approvarlo più in fretta possibile senza indagare se fosse effettivamente in grado di resistere anche a periodi o metodi di conservazione diversi. L&#8217;idea era semplice &#8220;intanto diciamo che dura sei mesi a -60°C perché di questo siamo sicuri, poi vediamo&#8221;. Qualche milione di vita salvata dopo, possiamo dire Pfizer ha fatto la scelta giusta: le prime dosi non sono state neanche tre mesi in frigo, e intanto hanno avuto tempo di fare gli studi per supportare l&#8217;estensione della &#8220;data di scadenza&#8221;. </p>



<p>Ci sorprenderemmo se tra un anno le modalità di conservazione del vaccino Pfizer arrivassero ad essere &#8220;due anni, pure nel frigo del baretto sotto casa&#8221;? No, perché evidentemente significherebbe che gli studi di stabilità (tutt&#8217;ora in aggiornamento) avranno dato risultati tali da giustificare questo cambio di policy.<br>Sappiamo che sembra strano, e che sembra che si prosegua a casaccio, ma la scienza (quella collegata alla medicina in particolare) è sempre stata così: si agisce basandosi sui dati disponibili in quel momento. Non ci si basa su paure infondate o inutili ottimismi. Ci si rimbocca le maniche, si fanno gli studi, e in caso si cambia idea (e strategia). </p>



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		<title>Solo un altro no-vax in Senato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Biologi per la Scienza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Oct 2021 06:07:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 16 giugno scorso il senatore leghista Armando Siri ha organizzato in Senato una conferenza dal titolo &#8220;Bambini e vaccini anti Covid: pro e contro&#8221;. Come prevedibile, i &#8220;pro&#8221; discussi sono stati ben pochi, mentre si è dato ampio spazio ai &#8220;contro&#8221;, il tutto arricchito da presunti &#8220;dati&#8221; che nella...</p>
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<p>Il 16 giugno scorso il senatore leghista Armando Siri ha organizzato in Senato una conferenza dal titolo &#8220;Bambini e vaccini anti Covid: pro e contro&#8221;. Come prevedibile, i &#8220;pro&#8221; discussi sono stati ben pochi, mentre si è dato ampio spazio ai &#8220;contro&#8221;, il tutto arricchito da presunti &#8220;dati&#8221; che nella migliore delle ipotesi erano le opinioni di chi parlava e nella peggiore delle tabelle di cui non avevano neanche letto il titolo.<br>Tra qualcuno che minimizza i rischi dell&#8217;infezione nei giovani e qualcun altro che allude vagamente all&#8217;esistenza di <a href="https://www.biologiperlascienza.it/2021/08/il-comitato-cura-domiciliare-covid-19/">&#8220;terapie&#8221; domiciliari</a> (che all&#8217;epoca, <a href="https://www.biologiperlascienza.it/2021/09/risposte-cure-domiciliari/">come tutt&#8217;ora</a>, non esistono), spicca tra tutti il dottor Frajese, e non in positivo. </p>



<p>Il motivo per cui abbiamo deciso di scrivere questo articolo è che negli ultimi mesi numerosi genitori ci hanno inviato <a href="https://youtu.be/6Q44BaOY82I?t=2630">il video</a> dell&#8217;intervento di questo medico preoccupati per ciò che dice riguardo alle vaccinazioni in età pediatrica. In questo capolavoro di propaganda no-vax non manca niente: abbiamo la retorica, la presentazione distorta dei dati, e perfino i dati scopiazzati male. Ci sarebbe da ridere se non fosse che questo video è circolato per mesi tra genitori confusi e spaventati, non facendo altro che accrescere la loro paura nei confronti di una pratica sicura ed efficace come la vaccinazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="574" src="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/PicsArt_10-07-08.30.18-1024x574.jpg" alt="" class="wp-image-11432" srcset="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/PicsArt_10-07-08.30.18-1024x574.jpg 1024w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/PicsArt_10-07-08.30.18-300x168.jpg 300w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/PicsArt_10-07-08.30.18-768x430.jpg 768w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/PicsArt_10-07-08.30.18-1536x860.jpg 1536w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/PicsArt_10-07-08.30.18-1920x1076.jpg 1920w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/PicsArt_10-07-08.30.18-960x538.jpg 960w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/PicsArt_10-07-08.30.18-714x400.jpg 714w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/PicsArt_10-07-08.30.18-585x328.jpg 585w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/PicsArt_10-07-08.30.18.jpg 1928w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Frajese (in foto) è un medico endocrinologo, e afferma che &#8220;essendo un medico interno che cerca di capire l&#8217;essere umano nella sua interezza, avrebbe un vantaggio rispetto a chi guarda le cose nel dettaglio&#8221;.<br><strong>Spoiler: no.</strong> E vi spieghiamo perché, punto per punto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Standard impossibili </h2>



<p>Un grande classico. Il dottore inizia chiedendo se &#8220;è sicuro al 100% vaccinare i bambini per il SARS-CoV-2 con questi tipi di vaccinazione?&#8221;. La risposta è ovviamente no, perché niente nel mondo è sicuro al 100%. Da endocrinologo, Frajese dovrebbe sapere bene che neanche l&#8217;insulina che si dà ai diabetici è sicura al 100%. Ciò la rende un farmaco pericoloso? No, perché i potenziali rischi sono ben minori dei benefici.</p>



<p>Lo stesso vale per i vaccini contro il COVID nella popolazione pediatrica. Il rischio di morire di COVID è molto basso nei bambini <strong>sani</strong>, ma lo stesso non si può dire del rischio di ospedalizzazione. Uno studio pubblicato su Nature [1] e condotto analizzando le cartelle cliniche di 12.000 bambini evidenzia che il 5,3% è stato ospedalizzato, e di questi il 17,6% ha avuto bisogno della terapia intensiva. Come riportano anche gli autori, è molto probabile che questo studio sovrastimi la frequenza di forme gravi di COVID tra i bambini sani, ma resta il fatto che anche se i numeri reali fossero dieci volte inferiori, staremmo comunque parlando di cinque bambini ospedalizzati ogni mille, con uno di loro che finisce addirittura in terapia intensiva, con buona pace di quelli che &#8220;nei bambini il COVID non è mai grave&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sperimentazione troppo veloce</h2>



<p>Frajese procede poi con l&#8217;ormai noto cavallo di battaglia di chi vuole insinuare dubbi infondati sui vaccini contro il COVID: &#8220;la sperimentazione è stata fatta troppo di fretta&#8221;. Ovviamente non è vero, perché come si può vedere dai grafici da lui stesso riportati (!) la durata dei trial dei vaccini è stata ridotta di molto grazie all&#8217;investimento di ingenti quantità di denaro, così che le fasi di sperimentazione potessero essere fatte contemporaneamente piuttosto che una dopo l&#8217;altra. I dati così ottenuti sono stati poi presentati agli enti regolatori man mano che venivano raccolti, rendendo il processo di approvazione molto più veloce del solito.</p>



<p>Riassumendo: stessa quantità di dati, raccolta in meno tempo e controllata più velocemente. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-18.50.27-1024x583.png" alt="" class="wp-image-11419" width="709" height="403" srcset="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-18.50.27-1024x583.png 1024w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-18.50.27-300x171.png 300w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-18.50.27-768x437.png 768w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-18.50.27-960x546.png 960w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-18.50.27-703x400.png 703w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-18.50.27-585x333.png 585w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-18.50.27.png 1118w" sizes="auto, (max-width: 709px) 100vw, 709px" /><figcaption>Immagine tratta da un <a href="https://www.nytimes.com/interactive/2020/04/30/opinion/coronavirus-covid-vaccine.html">articolo del New York Times</a> in cui viene spiegato puntualmente il processo di approvazioe seguito dai vaccini negli Stati Uniti. Un articolo che Frajese evidentemente non ha letto.</figcaption></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading">La struttura dei trial </h2>



<p>Un altro dettaglio che sembra non andare giù a Frajese è che i trial dei vaccini siano stati disegnati solo per valutare l&#8217;<a href="https://www.biologiperlascienza.it/2021/04/lefficacia-dei-vaccini/">efficacia contro la malattia</a>. Chiedersi se il vaccino sia in grado di prevenire anche l&#8217;infezione è lecito, far credere che si debba fare per forza nel trial no. All&#8217;epoca dell&#8217;intervento dell&#8217;endocrinologo erano tra l&#8217;altro già usciti vari studi fatti nel &#8220;mondo reale&#8221; in cui l&#8217;efficacia dei vaccini nel prevenire l&#8217;infezione era risultata superiore al 70%, quindi in ogni caso si parlava di un problema già ampiamente risolto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quell&#8217;insensata voglia di Riduzione del Rischio Assoluto</h2>



<p>Sempre riguardo al trial originale di Pfizer, il medico si lamenta di come i risultati di efficacia vengano riportati come riduzione del rischio relativo (il famoso 95%) piuttosto che di rischio assoluto, una critica che è completamente priva di senso. Se io dichiaro che un farmaco è efficace al 70%, la percentuale è relativa alle persone malate che guariscono. </p>



<p>Facciamo un esempio. C&#8217;è un paese con 100 persone, di cui 10 sono malate di una malattia mortale. Dandogli il mio nuovo farmaco della Rezifp, 9 guariscono. Ovviamente mi interessa dire che in 9 casi su 10 il farmaco salva la vita, e di sicuro non serve a niente specificare che in tutta la popolazione di 100 persone ha prevenuto solo 9 morti perché l&#8217;efficacia dei farmaci si valuta nel contesto di una specifica malattia, non in generale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le miocarditi</h2>



<p>Contro le vaccinazioni pediatriche Frajese porta anche l&#8217;argomento delle miocarditi ad esse collegate, che sembrano essere un effetto collaterale che si manifesta per la maggior parte tra gli adolescenti maschi. Ripetiamo: &#8220;per la maggior parte <strong>tra</strong>&#8220;, non &#8220;per la maggior parte <strong>degli</strong>&#8220;.<br>&#8220;Oddio, ma quindi ha ragione?&#8221;. No, perché la maggior parte (52% se vogliamo seguire i suoi dati) di 2,7 miocarditi su 100.000 persone vaccinate è comunque un numero decisamente più basso delle 11 miocarditi su 100.000 causate dal COVID [2]. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo studio sugli adolescenti </h2>



<p>Parlando dello studio di Pfizer sugli adolescenti [3], Frajese dice di non fidarsi dell&#8217;efficacia dichiarata del 100%, perché &#8220;in medicina il 100% non esiste&#8221;. Un&#8217;affermaziona giusta, ma decisamente curiosa considerando che proviene da colui che aveva iniziato il proprio intervento esigendo un 100% di sicurezza per i vaccini. </p>



<p>Il medico continua poi la sua critica allo studio riportando una tabella (sotto) presente nei dati supplementari, e che secondo lui dimostra che uno dei mille adolescenti ad aver ricevuto il vaccino ha rischiato di morire, lasciando intedere che potrebbe andare molto peggio se la vaccinazione fosse fatta su numeri più grandi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="512" src="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-20.24.42-1024x512.png" alt="" class="wp-image-11420" srcset="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-20.24.42-1024x512.png 1024w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-20.24.42-300x150.png 300w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-20.24.42-768x384.png 768w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-20.24.42-960x480.png 960w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-20.24.42-801x400.png 801w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-20.24.42-585x292.png 585w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-20.24.42.png 1357w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>Nella sezione della tabella evidenziata dalle frecce da Frajese c&#8217;è scritto che due dei partecipanti allo studio che avevano ricevuto dal vaccino si sono ritirati a causa di eventi avversi. In particolare, uno di questi eventi avversi viene considerato un pericolo di vita correlato dal vaccino. Frajese ha quindi ragione? Nì, perché dice solo mezza verità. </p>



<p>Come scritto nello studio, l&#8217;evento avverso in questione è infatti una febbre di 40,1°C che, stando al protocollo del trial, viene classificata come evento avverso di grado 4 o, appunto, pericolo di vita. Se da un punto di vista prettamente clinico questa classificazione è certamente corretta, dal punto di vista comunicativo è palese che ci sia un tentativo di far apparire il dato ben più grave di quello che è in realtà.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vaghe ed eventuali</h2>



<p>In questa parte dell&#8217;intervento Frajese butta assieme un po&#8217; di cose all&#8217;apparenza molto spaventose ma assolutamente prive di signficato. Dice che l&#8217;EMA non ha richiesto dati su farmacocinetica, farmacodinamica, interazioni con farmaci, genotossicità e canceroginità. Questo è bellamente falso. </p>



<p>Non solo nel report di approvazione di approvazione dell&#8217;EMA [4] molti di questi dati sono in realtà presenti, ma quando non lo sono, viene anche spiegato spiegato il motivo (che di solito dovrebbe già essere ovvio a un medico&#8230;). Ad esempio, il motivo per cui non sono stati fatti studi di genotossicità è che <a href="https://www.biologiperlascienza.it/2020/12/il-vaccino-ci-rendera-ogm-23-dicembre/">L&#8217;MRNA NON MODIFICA IL DNA NEANCHE SE GLIELO CHIEDETE IN GINOCCHIO</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La tabella finale</h2>



<p>Questa è senz&#8217;altro la chicca dell&#8217;intervento. Qui Frajese mostra una tabella in cui secondo lui si dimostra che la proteina S prodotta dal vaccino va ad accumilarsi nelle ovaie dei ratti e afferma che &#8220;non serve che aggiungo altro&#8221;. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="653" height="592" src="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-22.47.35.png" alt="" class="wp-image-11422" srcset="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-22.47.35.png 653w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-22.47.35-300x272.png 300w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-22.47.35-441x400.png 441w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-04-alle-22.47.35-585x530.png 585w" sizes="auto, (max-width: 653px) 100vw, 653px" /></figure></div>



<p>E invece no, l&#8217;altro ce lo aggiungiamo noi. </p>



<p>La tabella in questione infatti compare nel <a href="https://www.tga.gov.au/sites/default/files/foi-2389-06.pdf">report di valutazione</a> del vaccino del Dipartimento della Salute australiano. Cosa ci dice questa tabella? </p>



<p>1)  la tabella non parla della distribuzione della proteina S, ma dei lipidi che compongono i liposomi che trasportano l&#8217;mRNA (come si può leggere dall&#8217;unità di misura sopra la tabella &#8220;ug lipid equivalent/g&#8221;). Esatto, Frajese non sa neanche leggere una tabella;</p>



<p>2) in questo studio, a ogni ratto è stata somministrata una dose da uomo. Considerando che un ratto pesa più o meno 200 g e un essere umano 70 kg, questo studio può al massimo darci un&#8217;idea di cosa succederebbe se ci iniettassimo 350 dosi di Pfizer: E comunque staremmo parlando dei lipidi del liposoma, non della proteina S.</p>



<p>3) se supponiamo che ad accumularsi nelle ovaie fosse davvero la proteina S, in che modo questo potrebbe essere considerato un punto a sfavore della vaccinazione? Se veramente la proteina S si accumulasse nelle ovaie (no, non lo fa) ciò significherebbe che anche SARS-CoV-2 sarebbe in grado di farlo, col piccolo dettaglio di essere anche in grado di produrre un&#8217;infezione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Giusto per finire</h2>



<p>Ancora una volta il Senato è stato quindi utilizzato come palco per la propaganda no-vax. Così, come se fosse normale dare spazio a posizioni anti-scientifiche nelle istituzioni di uno stato. Chi ne abbia fatto le spese direttamente è difficile da determinare, ma indirettamente è palese che questa &#8220;conferenza&#8221; sia stata la causa dell&#8217;esitazione vaccinale in molti genitori spaventati, che non hanno nessuna colpa se non quella di cercare di capire cosa sia meglio fare dopo due anni di pandemia.</p>



<p>Chi parla di COVID e delle sue conseguenze viene spesso tacciato di essere un &#8220;terrorista&#8221; o peggio, ma come dovremmo chiamare chi si oppone all&#8217;utilizzo di quella che fino ad ora si è dimostrata l&#8217;unica arma veramente efficace, ovvero i vaccini? </p>



<p>No-vax? O forse dovremmo essere più onesti, e chiamarli pro-COVID?</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>[1] <a href="https://www.nature.com/articles/s41598-021-89553-1">https://www.nature.com/articles/s41598-021-89553-1</a></p>



<p>[2] <a href="https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2110475">https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2110475</a></p>



<p>[3] <a href="https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2107456">https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2107456</a></p>



<p>[4] <a href="https://www.ema.europa.eu/en/documents/assessment-report/comirnaty-epar-public-assessment-report_en.pdf">https://www.ema.europa.eu/en/documents/assessment-report/comirnaty-epar-public-assessment-report_en.pdf</a></p>
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		<title>Che cazzo ha detto Crisanti &#8211; &#8220;vaccini in gravidanza&#8221; edition</title>
		<link>https://www.biologiperlascienza.it/2021/09/che-cazzo-ha-detto-crisanti-vaccini-in-gravidanza-edition/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Biologi per la Scienza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Sep 2021 17:19:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Divulgazione]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[crisanti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa Crisanti è stato intervistato su La7 e alla domanda dell’intervistatrice “se io fossi incinta, lei mi consiglierebbe di vaccinarmi oppure no?” ha risposto “io le consiglierei di farla subito dopo la gravidanza”- Quindi Crisanti sconsiglia il vaccino in gravidanza? Sì.Fa bene a farlo? No. L’ISS e svariate...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Qualche giorno fa Crisanti è stato <a href="https://www.la7.it/tagada/video/vaccino-in-gravidanza-crisanti-aspetterei-non-ci-sono-ancora-dati-sufficienti-24-09-2021-398860">intervistato su La7</a> e alla domanda dell’intervistatrice “se io fossi incinta, lei mi consiglierebbe di vaccinarmi oppure no?” ha risposto “io le consiglierei di farla subito dopo la gravidanza”-</p>



<p><strong>Quindi Crisanti sconsiglia il vaccino in gravidanza? Sì.<br>Fa bene a farlo? No.</strong></p>



<p>L’<a href="https://www.iss.it/web/guest/primo-piano/-/asset_publisher/3f4alMwzN1Z7/content/id/5846610">ISS</a> e svariate <a href="https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/vaccines/recommendations/pregnancy.html">istituzioni altri Paesi</a> consigliano la vaccinazione contro il COVID per le donne incinte, e lo fanno per varie ragioni, che riportiamo in seguito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I rischi della malattia</h2>



<p>Le donne incinte che si infettano con SARS-CoV-2 non sono solo <a href="https://jamanetwork.com/journals/jamapediatrics/fullarticle/2779182">più a rischio</a> di avere una malattia in forma grave, ma rischiano anche complicazioni nella gravidanza stessa. I figli sono inoltre più a rischio di nascere prematuramente e di avere altre complicazioni più o meno collegate al virus.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La vaccinazione in gravidanza è sicura</h2>



<p>Dati alla mano, la vaccinazione contro il COVID in gravidanza si è dimostrata <a href="https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/nejmoa2104983">sicura per madri e nascituri</a>. Gli eventi avversi tra le vaccinate hanno infatti mostrato la stessa frequenza che hanno di solito tra le donne non vaccinate.<br>A differenza dei vaccini con virus vivi attenuati, i vaccini a mRNA non hanno ragione di essere sconsigliati alle donne in gravidanza perché non possono causare la malattia.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>I vaccini a virus vivo attenuato sono sconsigliati in gravidanza perché i feti hanno un <a href="https://royalsocietypublishing.org/doi/10.1098/rspb.2014.3085">sistema immunitario immaturo</a>, che potrebbe non essere in grado di combattere il patogeno nonostante questo sia indebolito.</p></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">La vaccinazione protegge anche i neonati</h2>



<p>La maturazione del sistema immunitario dei neonati si completa da qualche settimana a qualche mese dopo la nascita, ed è in questo momento che il bambino ha più bisogno degli anticorpi ricevuti dalla madre. I dati mostrano che che gli anticorpi prodotti dalla madre durante la gravidanza <a href="https://academic.oup.com/cid/advance-article/doi/10.1093/cid/ciab266/6209876">passano al figlio</a> attraverso la placenta e, dopo la nascita, attraverso l&#8217;allattamento, garantendogli una protezione per i primi mesi dopo la nascita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Se quindi volte proteggere voi stesse e i vostri figli, la scelta giusta è quella di vaccinarvi.</h2>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



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<p><br><br></p>
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		<title>Tutto quello che sappiamo (ad ora) sui vaccini</title>
		<link>https://www.biologiperlascienza.it/2021/07/tutto-quello-che-sappiamo-ad-ora-sui-vaccini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Biologi per la Scienza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2021 22:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come si chiamano i vaccini? Quanto sono efficaci? Quanto prevengono le infezioni? Una tabella vale più di mille parole. Di seguito, la lista delle fonti dei dati riportati in tabella. https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/70/wr/mm7018e1.htm https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2101544 https://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&#38;id=5452&#38;area=nuovoCoronavirus&#38;menu=vuoto&#38;tab=4 https://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&#38;id=5452&#38;area=nuovoCoronavirus&#38;menu=vuoto&#38;tab=3 https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/1000512/Vaccine_surveillance_report_-_week_27.pdf https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/70/wr/mm7013e3.htm https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/vaxzevria-previously-covid-19-vaccine-astrazeneca https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/covid-19-vaccine-janssen https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/comirnaty#overview-section https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/spikevax-previously-covid-19-vaccine-moderna https://www.gov.uk/government/news/vaccines-highly-effective-against-hospitalisation-from-delta-variant https://www.nature.com/articles/s41591-021-01377-8#Sec1 https://www.healthline.com/health-news/heres-how-well-covid-19-vaccines-work-against-the-delta-variant#Vaccines-vs.-delta-variant Riccardo Spanu, membro e fondatore di Biologi...</p>
<p>The post <a href="https://www.biologiperlascienza.it/2021/07/tutto-quello-che-sappiamo-ad-ora-sui-vaccini/">Tutto quello che sappiamo (ad ora) sui vaccini</a> appeared first on <a href="https://www.biologiperlascienza.it">Biologi per la Scienza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Come si chiamano i vaccini? Quanto sono efficaci? Quanto prevengono le infezioni? </p>



<p><strong>Una tabella vale più di mille parole.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="645" src="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/photo_2021-07-21-23.59.55-1024x645.jpeg" alt="" class="wp-image-11112" srcset="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/photo_2021-07-21-23.59.55-1024x645.jpeg 1024w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/photo_2021-07-21-23.59.55-300x189.jpeg 300w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/photo_2021-07-21-23.59.55-768x484.jpeg 768w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/photo_2021-07-21-23.59.55-960x605.jpeg 960w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/photo_2021-07-21-23.59.55-635x400.jpeg 635w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/photo_2021-07-21-23.59.55-585x368.jpeg 585w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/photo_2021-07-21-23.59.55.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Di seguito, la lista delle fonti dei dati riportati in tabella. </strong></p>



<p><a href="https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/70/wr/mm7018e1.htm">https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/70/wr/mm7018e1.htm</a></p>



<p><a href="https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2101544">https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2101544</a></p>



<p><a href="https://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&amp;id=5452&amp;area=nuovoCoronavirus&amp;menu=vuoto&amp;tab=4">https://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&amp;id=5452&amp;area=nuovoCoronavirus&amp;menu=vuoto&amp;tab=4</a></p>



<p><a href="https://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&amp;id=5452&amp;area=nuovoCoronavirus&amp;menu=vuoto&amp;tab=3">https://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&amp;id=5452&amp;area=nuovoCoronavirus&amp;menu=vuoto&amp;tab=3</a></p>



<p><a href="https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/1000512/Vaccine_surveillance_report_-_week_27.pdf">https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/1000512/Vaccine_surveillance_report_-_week_27.pdf</a></p>



<p><a href="https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/70/wr/mm7013e3.htm">https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/70/wr/mm7013e3.htm</a></p>



<p><a href="https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/vaxzevria-previously-covid-19-vaccine-astrazeneca">https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/vaxzevria-previously-covid-19-vaccine-astrazeneca</a></p>



<p><a href="https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/covid-19-vaccine-janssen">https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/covid-19-vaccine-janssen</a></p>



<p><a href="https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/comirnaty#overview-section">https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/comirnaty#overview-section</a></p>



<p><a href="https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/spikevax-previously-covid-19-vaccine-moderna">https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/spikevax-previously-covid-19-vaccine-moderna</a></p>



<p><a href="https://www.gov.uk/government/news/vaccines-highly-effective-against-hospitalisation-from-delta-variant">https://www.gov.uk/government/news/vaccines-highly-effective-against-hospitalisation-from-delta-variant</a></p>



<p><a href="https://www.nature.com/articles/s41591-021-01377-8#Sec1">https://www.nature.com/articles/s41591-021-01377-8#Sec1</a></p>



<p><a href="https://www.healthline.com/health-news/heres-how-well-covid-19-vaccines-work-against-the-delta-variant#Vaccines-vs.-delta-variant">https://www.healthline.com/health-news/heres-how-well-covid-19-vaccines-work-against-the-delta-variant#Vaccines-vs.-delta-variant</a></p>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<p><em>Riccardo Spanu, membro e fondatore di Biologi per la Scienza, laureato in Pharmaceutical Biotechnologies (UniPD)</em>.</p>
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		<title>Perché i non vaccinati causano le varianti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Biologi per la Scienza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2021 16:45:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[Divulgazione]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[delta]]></category>
		<category><![CDATA[non vaccinati]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni variante di SARS-CoV-2 è definita da un preciso set di mutazioni. Ora, la domanda è: di cosa ha bisogno il virus per accumulare queste mutazioni e dare origine a una nuova variante? Ha bisogno di riprodursi Per riprodursi il virus deve entrare dentro una persona, infettarla, e replicarsi molto....</p>
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<p>Ogni variante di SARS-CoV-2 è definita da un preciso set di mutazioni. <br>Ora, la domanda è: di cosa ha bisogno il virus per accumulare queste mutazioni e dare origine a una nuova variante? </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ha bisogno di riprodursi</h2>



<p>Per riprodursi il virus deve entrare dentro una persona, infettarla, e replicarsi molto. Ad ogni replicazione ha la possibilità di mutare, e sebbene la maggior parte delle mutazioni siano per lui negative, ogni tanto gliene capita una giusta che lo rende migliore (per lui, non per noi che ce lo becchiamo migliorato). <br>Va da sé che se un virus non si può replicare non può neanche mutare, e quindi neanche emergono varianti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ha bisogno di diffondersi</h2>



<p>Dopo essere mutato in meglio però il virus ha bisogno di passare a uno o più nuovi ospiti, altrimenti questa sua bella mutazione rimane solo nella persona in cui si è generata e prima o poi sparisce. Per fare ciò ha bisogno di produrre molte particelle virali, ovvero di di raggiungere un’alta carica virale. <br>Se negli infetti la carica virale resta bassa però la mutazione appena generatasi non si diffonde, e quindi è come se non fosse mai esistita. </p>



<p>Ora, indovinate un po’ chi tra un vaccinato o un non vaccinato è il terreno ideale per far riprodurre il virus, dargli la possibilità di mutare e poi avere un’alta carica virale così da diffonderlo per bene? <br>E perché proprio il non vaccinato? </p>



<figure class="wp-block-pullquote alignleft"><blockquote><p>Chi tra un vaccinato e un non vaccinato<br>è l&#8217;ospite ideale per generare nuove varianti?<br>E perché proprio il non vaccinato?</p></blockquote></figure>



<p>Non solo la maggior parte dei <a href="https://www.bmj.com/content/373/bmj.n888">vaccinati non si infetta</a>, ma anche se si infettasse avrebbe una <a href="https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2107058?s=08">carica virale più bassa e per meno tempo</a>, limitando di fatto la probabilità di contagiare altre persone. <br>Chi dice che i vaccini causano le varianti o mente sapendo di mentire, o mente perché non ha la minima conoscenza dei più elementari concetti di biologia molecolare ed evoluzione. </p>



<p>Una variante diventa prevalente rispetto alle altre quando ha una caratteristica che le dà un vantaggio rispetto alle altre <strong>in un dato contesto</strong>. <br>Le varianti principali fino ad ora classificate sono 4 (alfa “inglese”, beta “sudafricana”, gamma “brasiliana” e delta “indiana”), e sono tutte <a href="https://www.gisaid.org/hcov19-variants/">emerse prima dell’inizio delle vaccinazioni</a>, nel tardo 2020. Fino ai primi mesi del 2021 le uniche persone immuni al virus, oltre a una manciata di vaccinati, erano le due, forse tre, manciate di guariti, il che significa che le varianti si sono diffuse in un <strong>contesto</strong> in cui la maggior parte delle persone non erano immuni. <br>Queste varianti, alfa e delta in particolare, non sono diventate prevalenti perché sono in grado di evadere la risposta immunitaria (su di loro i vaccini disponibili <a href="https://www.medrxiv.org/con.../10.1101/2021.05.22.21257658v1">funzionano tranquillamente</a>), ma perché si diffondono meglio delle precedenti in quanto sono in grado di legarsi meglio al recettore ACE2 per entrare nelle nostre cellule. </p>



<p>Con l’aumento delle persone immuni, sta però cambiando la popolazione, e quindi il <strong>contesto</strong>, in cui si diffonde il virus in quanto quest&#8217;ultimo si trova sempre più spesso la strada sbarrata dai vaccinati. Significa che prima o poi emergerà una variante in grado di aggirare completamente l’immunità vaccinale? Non possiamo escluderlo, ma è veramente molto improbabile. </p>



<p>Quello che possiamo dire con una discreta certezza invece è che se mai una simile variante emergerà lo farà perché il virus è stato lasciato libero di circolare e di mutare tra i non vaccinati, che sono i suoi ospiti ideali.</p>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<p><em>Riccardo Spanu, membro e fondatore di Biologi per la Scienza, laureato in Pharmaceutical Biotechnologies (UniPD)</em>.</p>
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		<title>L&#8217;RNA che diventa DNA</title>
		<link>https://www.biologiperlascienza.it/2021/06/lrna-che-diventa-dna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Biologi per la Scienza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jun 2021 10:03:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Divulgazione]]></category>
		<category><![CDATA[100 vetrine]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[dogma centrale]]></category>
		<category><![CDATA[retrotrascrizione]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di recente è uscito un articolo dal titolo a dir poco ridicolo: “cellule umane possono convertire l’RNA in DNA, vacilla il “dogma della biologia”. Lo studio”. Il motivo per cui è ridicolo è semplice: il dogma (centrale) della biologia è morto da anni, anzi, decenni. Nel 1970 abbiamo scoperto che...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Di recente è uscito un articolo dal titolo a dir poco ridicolo: “<a href="https://tg24.sky.it/.../06/14/dna-rna-studio-dogma-biologia">cellule umane possono convertire l’RNA in DNA, vacilla il “dogma della biologia”. Lo studio</a>”. Il motivo per cui è ridicolo è semplice: il dogma (centrale) della biologia è morto da anni, anzi, decenni. </p>



<p>Nel 1970 abbiamo scoperto che vari virus hanno degli enzimi chiamati retrotrascrittasi che sono in grado di convertire l’RNA in DNA. Qualche anno dopo abbiamo scoperto le telomerasi, che nelle cellule staminali e tumorali si occupano di evitare che i telomeri si accorcino e che quindi queste cellule muoiano, cosa che fanno retrotrascrivendo frammenti di RNA in DNA. </p>



<p>Lo <a href="https://advances.sciencemag.org/content/7/24/eabf1771">studio</a> citato da questo articolo quindi non è interessante perché ha fatto vacillare il dogma centrale della biologia, perché questo è già morto e sepolto da un bel pezzo. Il motivo per cui è interessante è che ha scoperto un probabile motivo per cui alcuni tumori sono resistenti ai farmaci che dovrebbero distruggerne il DNA: la polimerasi teta (Polθ) è infatti in grado di riparare il DNA danneggiato usando come stampo un RNA.</p>



<p>La domanda che tutti si sono posti però è: <strong>potrebbe essere che Polθ prenda l’mRNA dei vaccini e lo inserisca nel nostro genoma?</strong> <br>La risposta breve è: <strong>no.</strong> <br>La risposta un po’ più lunga è: teoricamente è possibile, come è possibile che un giorno Burioni diventi no-vax.</p>



<p>La risposta lunghissima è: no, per tante ragioni</p>



<p>1) Polθ è espressa a livelli rilevanti praticamente solo in tumori e in alcune cellule nel timo, quindi nelle vostre cellule del deltoide, dove va il vaccino, non c’è, e già questo sarebbe abbastanza per chiudere la questione. </p>



<p>2) Anche se però Polθ fosse espressa nelle vostre cellule, lei se ne starebbe nel nucleo e l’mRNA del vaccino nel citoplasma, e quindi comunque non lo potrebbe retrotrascrivere.</p>



<p>3) Se l’mRNA del vaccino finisse in qualche modo nel nucleo, comunque Polθ lo ignorerebbe, perché non funziona con i singoli filamenti di RNA. </p>



<p>4) Anche se l’mRNA del vaccino dovesse trovare una sequenza di DNA abbastanza simile a cui appaiarsi, comunque Polθ non funzionerebbe, perché la funzione di retrotrascrizione si attiva solo nel caso in cui il DNA complementare sia rotto. <br>L’unico modo in cui quindi Polθ potrebbe inserire l’mRNA dei vaccini nel genoma delle vostre cellule richiederebbe che: ci sia Polθ (che non c’è), l’mRNA vada nel nucleo (e non ci va), che trovi una sequenza simile a cui appaiarsi (buona fortuna) e che questa sequenza però sia anche spezzata (e non succede). </p>



<p>5) Se tutte queste cose accadessero, Polθ inserirebbe al massimo un piccolo pezzo di mRNA, perché come tutte le retrotrascrittasi è un enzima molto pigro (in termini tecnici si direbbe poco “processivo”), e quindi probabilmente per la cellula non cambierebbe nulla</p>



<p>6) Nel caso in cui invece la cellula se ne accorgesse, molto probabilmente farebbe quello che le cellule fanno quando scoprono che il loro genoma è stato danneggiato: si suiciderebbe. </p>



<p>Il riassunto quindi è che no, l’ultima (comunque interessantissima) scoperta di biologia molecolare non sconvolge proprio niente e non implica che i vaccini ci modificano il DNA, ma in compenso conferma che abbiamo un disperato bisogno di giornalisti che capiscano di cosa stanno scrivendo. </p>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<p><em>Riccardo Spanu, membro e fondatore di Biologi per la Scienza, laureato in Pharmaceutical Biotechnologies (UniPD)</em>.</p>
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