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COVID-19 Opinioni

No, il vaccino anti-COVID di Moderna non è genotossico

Qualche giorno fa il dott. Frajese è stato intervistato a “Non è l’Arena” su La7 dove ha affermato che ci sarebbero dei nuovi studi fatti da Moderna che indicherebbero una possibile genotossicità del vaccino.

Quanto c’è di vero nelle affermazioni di questo medico?
Sostanzialmente nulla, neanche le premesse.

Chi è il dott. Frajese?

Prima di fare analisi puntuale di tutto ciò che c’è di sbagliato nelle sue affermazioni, presentiamo adeguatamente il soggetto in questione. Frajese è un medico endocrinologo, che “non è che sono no-vax”, però poi casualmente tira fuori solo motivi per cui uno non dovrebbe vaccinarsi. Quello che sembra dargli particolarmente fastidio è in particolare la vaccinazione anti-COVID di bambini e adolescenti per un mix di ragioni riassumibili con “il vaccino non è stato abbastanza testato”. Giusto per dare un’idea della fondatezza delle sue critiche, basti sapere che in un convegno al Senato quest’estate aveva già ampiamente dimostrato di non saper neanche leggere l’intestazione di una tabella.

Spiegone introduttivo

Partiamo dalle basi: genotossico non significa cancerogeno, e neanche mutageno.
Un agente mutageno causa dei danni diretti al DNA delle nostre cellule modificandone la struttura chimica, andando quindi a causare delle mutazioni. Un agente mutageno è necessariamente genotossico. Tipico esempio di mutageno sono i raggi UV del sole, che penetrano nel nucleo delle nostre cellule, colpiscono il DNA, e lo danneggiano.
Un agente genotossico, può essere mutageno, ma non necessariamente. Per essere genotossica, una sostanza deve interferire in modo qualsiasi con la stabilità del nostro DNA. Potrebbe interferire con il funzionamento delle proteine che proteggono il DNA, oppure con quelle che lo riparano: i meccanismi possono essere molto vari.
Un agente cancerogeno è invece un agente genotossico che causa particolari mutazioni che a loro volta causano il cancro. Un agente cancerogeno è necessariamente genotossico, ma un agente genotossico non è necessariamente cancerogeno.

Il motivo è semplice: le nostre cellule sanno difendersi. Cioè, non è che sappiano proprio difendersi, più che altro sanno suicidarsi al momento giusto. Quando il DNA di una cellula viene danneggiato e non riesce ad essere riparato, la cellula decide che è meglio farla finita, per non danneggiare il resto dell’organismo. Questo processo si chiama apoptosi, e accade continuamente nel nostro corpo, tipo ogni volta che dobbiamo sostituire una cellula danneggiata o anche solo vecchia. Il fatto che una sostanza sia genotossica sta in rapporto con il potenziale cancerogeno più o meno come avere un’elica sta in rapporto con l’avere uno yacht.

Infine, la genotossicità, come tutti i tipi di tossicità, dipende dalle dosi. In una certa quantità la luce del sole ci fa bene perché ci aiuta ad attivare la vitamina D che ci serve per mantenere forti le ossa, ma oltre una certa quantità i raggi UV causano il cancro. Bere acqua fa bene, ma se ne bevete 5 L in un’ora rischiate di morire. Sostanze genotossiche, assunte in dosi abbastanza piccole, sono perfettamente sicure, tipo la formaldeide che c’è nelle mele.

Le fregnacce di Frajese

“Non sono fatti studi di genotossicità o carcinogenità”

Falso. Nel report di approvazione dell’EMA pubblicato a gennaio 2021 e aggiornato a marzo dello stesso anno si fa esplicito riferimento a test di genotossicità svolti. Frajese quindi, nella migliore delle ipotesi, parla di cose su cui non è minimamente aggiornato.

Copertina del report di approvazine EMA
I test di genotossicità svolti.

“C’è però una problematica venuta dai nuovi dati che sono usciti”

Falso. Non sono usciti nuovi dati perché i dati sono pubblicamente disponibili da un anno. Frajese parla poi evidentemente dei dati riportati nel documento di approvazione del gennaio 2021, che altrettanto evidentemente in un anno non ha avuto il tempo di leggere.

“Lo studio è stato fatto usando un RNA diverso da quello che c’è nel vaccino”

Cosa assolutamente non sorprendente dato che l’mRNA di per sé non può essere cancerogeno (ricordiamo che i vaccini a mRNA non sono i primi farmaci a RNA ad essere approvati, ma ce ne sono stati altri prima). Gli studi di genotossicità sono stati fatti per indagare la potenziale pericolosità dell’eccepiente SM-102, come si riporta nel report EMA evidentemente non letto da Frajese.

“La casa farmaceutica stessa dice che ci sta un’azione debole di genotossicità”

Indovinate un po’? Falso.

Nel report c’è chiaramente scritto che le alterazioni osservate (globuli rossi dotati un micronucleo) in uno degli studi in vivo (nessuna alterazione era emersa dagli studi in vitro) sono ben più plausibilmente riconducibili a effetti di tossicità generale (= gli effetti collaterali tipo febbre e “infiammazione” della milza). Perché? Perché nei ratti sono normalmente prodotti alcuni globuli rossi con un micronucleo, che vengono subito eliminati dalla milza. Va da sé che se la milza è allo stesso tempo impegnata a montare la risposta immunitaria, questa funzione sarà un po’ trascurata e il livello di globuli rossi micronucleati nel sangue aumenterà.

“Andrebbe studiata (la genotossicità) con la sequenza (di mRNA) di oggi”

Vero.

AHAHAH no, scherziamo, ovviamente falso anche questo. Come già detto, alcuni dei test di genotossicità sono fatti usando particelle lipidiche contenenti mRNA diversi da quelli del vaccino, e ciò non è un problema dato che sappiamo bene che l’mRNA non è genotossico. Frajese è particolermente fissato con questa idea dell’mRNA genotossico/cancerogeno, e onestamente non riusciamo a capire perché. Anzi, a questo punto sembra quasi che non conosca il normale metabolismo dell’mRNA, ma sicuramente ci sbagliamo.

“Genotossicità significa possibilità di cancro (…) prima di dare le cose agli adolescenti e ai bambini con il rischio che ci sia questa problematica…”

Ah sì, la classica conclusione degli interventi di Frajese: “nessuno pensa ai bambini”.

Non è che nessuno pensi ai bambini, anzi, ma la domanda sorge spontanea: se Frajese è veramente tanto preoccupato della potenziale carcinogenicità del vaccino Moderna, perché non se ne preoccupa anche negli adulti? Cioè, ci sono milioni di persone vaccinate ormai, dove sarebbero tutti questi casi di cancro? Ah, è vero, non ci sono.

Le conclusioni del report

Ma quindi, a parte le fregnacce di Frajese, il report dell’EMA cosa conclude sulla genotossicità del vaccino Moderna?

Al contrario di ciò che ha raccontato Frajese, il report conclude che, per una lunga serie di ragioni, non ci si aspetta nessun rischio rilevante di genotossicità per l’mRNA-1273 (il nome di lavoro di Spikevax, il vaccino di Moderna).

 

Consigli finali a Frajese per le prossime interviste:

Smetterla di guardare in alto come se dovesse farsi suggerire qualcosa (tanto si vede che il foglio da cui sta leggendo lo tiene in basso)

Aggiornarsi sulla letteratura perché non ci si fa una bella figura a definire “recenti” dati noti da un anno

Imparare bene la definizione di genotossicità, che magari alla prossima intervista non gli lasciano passare la domanda di cui non sa la risposta a Pregliasco (video qui)

Ripassare il metabolismo degli mRNA che non si sa mai che qualcuno gli faccia una domanda a sorpresa (per i giornalisti che ci leggono: sarebbe un vero peccato se qualcuno gli chiedesse come vengono degradati gli mRNA all’interno delle nostre cellule)


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