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COVID-19 Vicende ONB

Pseudoscienza istituzionalizzata

Pseudoscienza istituzionalizzata

L’utilizzo della pandemia come strumento di controllo politico, l’errato conteggio delle morti, l’agricoltura biodinamica. Tutte le assurdità ascientifiche diffuse nell’ultimo giornale dell’Ordine dei Biologi.

L’intro del nostro post su tutte le inesattezze dette dal presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi sul coronavirus diceva “Un elenco giorno per giorno. Che speriamo di non aggiornare”. Rimaniamo degli inguaribili ottimisti. L’Ordine Nazionale dei Biologi ha pubblicato nel giornale bimensile <bio’s> di luglio-agosto una raccolta di pseudoscienza istituzionalizzata. Prima di analizzarne i contenuti, diamo un’occhiata alla copertina.

Sembra il giornalino di Mistero magazine con il COVID messo al posto degli alieni grigi o i rettilinei di turno.

Non bisogna giudicare un libro dalla copertina, ma lo stile in cui vengono presentati i vari argomenti scientifici (coronavirus in particolare) in questo bimensile ricorda il “tutti i segreti che non ci vogliono dire” di un qualsiasi Mistero magazine. Ve lo ricordate Adam Kadmon? Ecco. Vien da chiedersi, poi, cosa c’entri Lady Diana. A quanto pare l’Ordine Nazionale dei Biologi produce una sottospecie di Novella 2000. Andiamo però oltre queste note di colore e vediamo cosa si trova all’interno. Svariate opinioni e pochissimi dati scientifici.

Per semplicità tratteremo uno ad uno gli articoli che riteniamo più gravi.

  1. Il comitato per le cure domiciliari
  2. Giulio Tarro e “la variante italiana”
  3. Le morti da Covid
  4. L’agricoltura biodinamica

1. Il Comitato Cura Domiciliare Covid-19.

Sul comitato abbiamo scritto 3 articoli che riassumono i nostri dubbi e le minacce che abbiamo ricevuto. Li potete trovare (qui, qui e qui). L’Ordine Nazionale dei Biologi affronta l’argomento acriticamente. Gli spunti per una seria riflessione ci sarebbero: si potrebbe parlare di tutti i problemi, evidenziati dalla pandemia, del nostro sistema sanitario, o interrogarsi su fino a che punto la telemedicina (quella seria, non quella fatta tramite post su facebook) potrà intervenire nel futuro, o ancora, come comunicare l’incertezza per evitare la ricerca al farmaco miracoloso in un momento di crisi sanitaria. E invece no. A scrivere l’articolo sul Comitato Cura Domiciliare Covid-19 è la giornalista Valentina Rigano, numero due dell’associazione. Praticamente come chiedere all’oste se il vino è buono, ma senza considerare che l’oste in realtà è un idraulico. Fonti scientifiche? Zero.

“Importantissimi i risultati raggiunti dal Comitato Cura Domiciliare Covid, utilizzando uno schema terapeutico con farmaci autorizzati dal Sistema Sanitario Nazionale – sempre avanti sul fronte del confronto con realtà cliniche di tutto il mondo – e che nulla hanno a che vedere con l’improvvisazione.”

Dove sono gli studi scientifici che dimostrerebbero l’efficacia di queste cure domiciliari? Noi non abbiamo visto nessuna pubblicazione in merito. Se la medicina, dopo un anno e mezzo di pandemia, non è evidence based a casa nostra si chiama improvvisazione. Definire poi “farmaci autorizzati dal Sistema Sanitario Nazionale” dei farmaci che sono autorizzati per tutt’altre patologie, ma non per il COVID, è quantomeno intellettualmente disonesto. Vedere utilizzo l’idrossiclorochina o l’azitromicina ancora all’interno del protocollo dell’associazione.

L’associazione, ricordiamolo, porta come evidenze solo ed esclusivamente le testimonianze dei dottori e delle persone trattate e guarite. All’Ordine dei Biologi si sono per caso chiesti se queste persone siano guarite per merito delle terapie domiciliari o se facciano semplicemente parte di quel 70-80% di malati in cui la patologia si risolve senza grandi problemi? Sembra di no. Scienza fai da te.

2. Giulio Tarro e la “variante italiana”

La realtà aveva messo in secondo piano Giulio Tarro, ma il forte rapporto “professionale” tra l’Ordine dei Biologi e il medico campano ci ha regalato un nuovo articolo dal titolo “La variante Italiana”.

“Secondo uno studio pubblicato su Science dalla Emory University di Atlanta il coronavirus assumerà un carattere endemico e la sua letalità, cioè mortalità dei contagiati, finirà per attestarsi intorno allo 0,1%, al di sotto dell’influenza stagionale; pertanto il forte distanziamento sociale non è la soluzione, né lo sono il lockdown, le mascherine, le chiusure, la caccia al contagiato, la colpevolizzazione della gente…”

Lo studio non citato (chissenefrega delle fonti) ha utilizzato un modello epidemiologico per costruire delle previsioni sul futuro [1]. Tarro, da sempre contrario a ogni forma di restrizione non si accorge (chi l’avrebbe mai detto) di quanto scritto dagli autori dello studio che cita. Non ci deve ringraziare, traduciamo noi per lui:

“Questi risultati rafforzano l’importanza del contenimento comportamentale (=leggasi “restrizioni sociali”) durante l’introduzione del vaccino nella fase pandemica, spingendoci a valutare scenari per continuare la vaccinazione nella fase endemica.” [1]

Praticamente Tarro, come al suo solito, ha citato uno studio a supporto di una propria fantasia, ma lo studio lo smentisce punto per punto. Trivela. Ora comunque siamo nel presente e il presente ci sta dicendo che finché avremo esplosioni di casi ci troveremo in una pandemia. Le restrizioni sociali sono state una soluzione per evitare la saturazione degli ospedali, dovrebbero averlo capito anche muri a questo punto. Questo approccio con diverse sfumature lo abbiamo visto in tutta Europa, non è stata una peculiarità della “variante italiana”. Si può certamente dire che la strategia italiana non fosse l’unica. Per fare una critica più tamponi (vedere strategia danese) avrebbero (forse) aiutato (giusto per citare uno strumento che secondo noi andava potenziato).

“Abbiamo al 90-95% asintomatici positivi. E gli asintomatici positivi non sono contagiosi. Da sempre. Chi non ha i sintomi, chi non è malato, non può contagiare.”

Come abbiamo già scritto il 95% di asintomatici positivi è una balla. La discussione sugli asintomatici che non contagiano è scaduta nel 2020, gli asintomatici possono contagiare e esistono svariati studi che lo confermano.

Si potrebbe andare avanti, ma mi rifiuto di sconfessare ogni singola frase di queste opinioni che contraddicono le evidenze scientifiche accumulate fino a questo momento. L’articolo di Tarro non è altro che l’ennesimo tentativo di minimizzare la pandemia, con affermazioni di una gravità inaudita “basta agli inaffidabili tamponi disseminati in tutte le regioni per mettere in isolamento i “contagiati” e annunciare fantomatici “focolai” di Covid“. Ci chiediamo come mai Tarro che viene tenuto alla larga dall’Ordine dei Medici abbia invece rapporti così stretti con quello dei Biologi.

3. Le morti da COVID

Questo senza ombra di dubbio è l’articolo più assurdo e grave. A scriverlo è Stefano Dumontet, docente ordinario all’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”. Da quanto è possibile vedere su Cineca, il database che permette di ricercare gli accademici italiani, Dumontet non ha più incarichi da quest’anno, perché essendo nato nel ’52 probabilmente ha raggiunto la pensione. Pensione o non pensione stiamo comunque parlando di un accademico italiano.

Secondo Dumontet non sarebbe vero che ci siano state cosi tante morti a causa della COVID-19 in Italia. Le morti erano già in aumento prima dell’arrivo del coronavirus (SARS-CoV-2) e avremmo commesso dei madornali errori nel nel loro conteggio. L’origine dell’errore sarebbe nei tamponi molecolari:

“(…) dati totalmente inattendibili, generati da un test che non può indicare nulla, sia per i macroscopici errori della sua formulazione sia per l’inutilità clinica dei risultati della tecnica PCR.”

Se chi scrive che i tamponi molecolari non sono affidabili è uno Stefano Scoglio qualsiasi ci si ride sopra, se a farlo è un accademico i capelli si rizzano. Per essere chiari: non esiste nessuna discussione scientifica seria sui tamponi molecolari in questo momento. I tamponi che si basano sulla PCR funzionano e sono uno strumento fondamentale nella lotta alla pandemia.

“Si sono spacciati per “morti Covid” decessi le cui cause, alla luce di queste considerazioni, appaiano ancora da definire”

A certificare che qualcosa sia successo tra il 2020 e gli ultimi 5 anni è stato un report dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) del 5 marzo 2021 [2]. Il totale dei decessi è stato il più alto mai registrato dal secondo dopo guerra con oltre centomila decessi in più rispetto alla media delle morti tra gli anni 2015-2019.

Report ISS Istat 5 marzo 2021

“In tale valutazione occorre tener conto che nei mesi di gennaio e febbraio 2020 i decessi per il complesso delle cause sono stati inferiori di circa 7.600 unità a quelli della media dello stesso bimestre del 2015-2019 e che i primi decessi di persone positive al Covid19 risalgono all’ultima settimana di febbraio. Pertanto, volendo stimare l’impatto dell’epidemia Covid19 sulla mortalità totale, è più appropriato considerare l’eccesso di mortalità verificatosi tra marzo e dicembre 2020. In questo periodo si sono osservati 108.178 decessi in più rispetto alla media dello stesso periodo degli anni 2015-2019 (21% di eccesso).” [2]

Che vergogna.

4. Biodinamica

In mezzo a tutta questa disinformazione c’è spazio anche per un mezzo attacco alla senatrice Elena Cattaneo. A scrivere l’articolo è Fiorella Belpoggi direttrice scientifica dell’istituto Ramazzini, famoso per aver diffuso grandi bufale sul 5G (citofonare a Butac per ulteriori informazioni). Belpoggi punta il dito contro la senatrice, rea di aver preso una dura posizione contro l’agricoltura biodinamica. L’agricoltura biodinamica non ha nulla a che vedere con l’agricoltura biologica, non ha basi scientifiche e produce solamente ricchezza a chi la vende. Non esiste letteratura scientifica che dimostri l’efficacia di questo metodo e un articolo in stile asilo nido in cui ogni paragrafo inizia con una lettera dell’alfabeto non ribalterà questo fatto.

“L’agricoltura biodinamica è una tipologia di agricoltura che si avvale del pensiero magico, dell’esoterismo, è stregonesca. Se questa legge passasse così com’è io la vedo come un divorzio tra politica e scienza. Proprio nell’anno della pandemia sarebbe un paradosso”

– Elena Cattaneo al Foglio

Conclusioni

La domanda sorge spontanea, cosa ci fa tutto questo sul giornale dell’Ordine dei Biologi?


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Fonti

[1] Immunological characteristics govern the transition of COVID-19 to endemicity

[2] IMPATTO DELL’EPIDEMIA COVID-19 SULLA MORTALITÀ TOTALE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE ANNO 2020

[3] COVID-19 and PCR Testing

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