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COVID-19 Divulgazione Opinioni

Chissene frega dell’immunità assoluta

La domanda del momento, quella più scottante, quella di cui tutti vorrebbero avere la risposta è: i vaccini approvati sono anche in grado di prevenire l’infezione?
La risposta sembrerebbe essere sì, ma non al 100%. I dati provenienti da Israele fanno pensare che Pfizer abbia una buona efficacia in questo senso, ma anche i risultati del trial di AstraZeneca sono molto promettenti.

Quando un vaccino contro un virus è in grado di prevenire totalmente l’infezione si dice che conferisce un’immunità “sterilizzante”, e fa ciò principalmente in virtù degli anticorpi di cui induce la produzione. Perché?


Perché per fare in modo di non essere neanche infettati bisogna impedire completamente al virus di entrare dentro le nostre cellule. Di fare ciò si occupano gli anticorpi “neutralizzanti”, che si legano al virus come le ganasce si legano alle ruote della vostra auto parcheggiata in divieto di sosta. L’anticorpo si lega alla particella virale, il virus non riesce a entrare nelle nostre cellule, e quindi noi non ci infettiamo. Niente. Non diventiamo neanche positivi, e di conseguenza non possiamo trasmettere il virus.

Questo è il più alto livello di immunità che un vaccino può conferire, ma la domanda che dobbiamo porci ora è un’altra: ci interessa?

La risposta, sorprendentemente, è no.

Oltre agli anticorpi infatti, i vaccini inducono anche la produzione di cellule T specifiche, e in particolare a noi interessano le cellule T “killer”. Queste cellule del sistema immunitario si occupano di eliminare quelle che sono state infettate dal virus e che stanno diffondendo l’infezione nel nostro corpo. Il virus entra nelle nostre cellule, le costringe a produrre altre particelle virali, ma poi le cellule “hackerate” vengono riconosciute ed eliminate dalle cellule T killer.

Cosa implica tutto ciò? Che tagliamo le gambe all’infezione.
Grazie al pronto intervento delle cellule T killer il virus si diffonde nel nostro corpo molto più lentamente e debolmente, e di conseguenza non solo si evita che le persone finiscano in ospedale e muoiano, ma molto probabilmente vengono anche rese molto meno infettive. La carica virale dei vaccinati infetti sarà più bassa, e l’infezione verrà risolta in molto meno tempo rispetto a un non vaccinato.

E sapete cosa succede quando un qualcuno è completamente immune e gli altri sono comunque meno contagiosi e per meno tempo?

L’indice R si abbassa. E sapete cosa succede se va sotto 1?

Esatto, facciamo sparire questo virus dalla faccia della Terra.

Quindi sbrighiamoci con le vaccinazioni, che il rettore dell’Università di Perugia ha promesso che quando tutto fosse finito avrebbe organizzato una festa pazzesca per ubriacarci e pomiciare sui pratini.






Riccardo Spanu, membro e fondatore di Biologi per la Scienza, laureato in Pharmaceutical Biotechnologies (UniPD).

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