Biologi per la Scienza
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Opinioni Vicende ONB

L’ordine dei biologi, la metafora del sistema Italia

Siete mai saliti su un aereo comandato da un pilota scettico del funzionamento dei motori aeronautici? Immagino di no, e me lo auguro.

Eppure, in Italia, da oltre otto anni si verifica una situazione altrettanto paradossale all’interno dell’Ordine dei Biologi. Il suo presidente, l’ex senatore Vincenzo D’Anna, è noto per le sue posizioni apertamente scettiche sui vaccini, sul progresso scientifico e per la diffusione di fake news durante la pandemia da coronavirus. Di recente D’Anna è tornato al centro delle polemiche per un commento profondamente inopportuno rivolto a Valentina Pitzalis, sopravvissuta a un tentativo di femminicidio e segnata per sempre da quell’aggressione. Pur sostenendo di essere stato frainteso quando ha scritto “c’è a chi piace cruda e a chi cotta la moglie” (lascio a voi ogni valutazione), non si tratta certo del suo primo intervento considerato sessista o denigratorio. Basta dare un’occhiata alla sezione “controversie” della sua pagina Wikipedia per farsi un’idea del personaggio.

Ma può davvero un rappresentante di un’istituzione pubblica diffondere inesattezze scientifiche e allo stesso tempo mancare di rispetto alle donne? In Italia sì. In un paese normale D’Anna si sarebbe già dimesso o fatto dimettere da chi dovrebbe vigilare sul suo operato. In Italia no. In Italia molto sdegno, qualche interrogazione parlamentare qua e là, ma alla fine niente. Non succede nulla. Tutto resta com’è.

Quando avevo 21 anni, insieme ai miei compagni di avventura Gianluca e Riccardo, decidemmo di fondare “Biologi per la Scienza” per dare voce al malcontento che serpeggiava dentro e soprattutto fuori dall’Ordine dei Biologi. Perché lo facemmo? Perché non era giusto aspettare che qualcun altro si assumesse questa responsabilità. Da questa esperienza abbiamo ricavato, una pagina con 60 mila followers, un’infinità di like commenti e apprezzamenti. E due denunce, una penale e una civile. In un paese normale tutto ciò non sarebbe successo.

La cosa più sorprendente è che D’Anna può fare paura ma non è certo imbattibile. Nessuno degli iscritti all’ordine è riuscito a organizzare una vera opposizione alle elezioni che lo hanno rieletto, e quasi nessuno ci ha provato. La principale lista alternativa è nata su iniziativa di ex esponenti della lista di D’Anna. Molti giovani biologi hanno sostenuto questa lista nella speranza di battere D’Anna, senza farsi troppe domande sui suoi ex soci. Moltissimi ci hanno cercato: ci hanno proposto di candidarci, ci hanno chiesto di usare il nome di Biologi per la Scienza. Pochissimi erano disposti a prendersi delle responsabilità. Dentro e fuori dall’ordine dei biologi, perché non ci sono partiti politici che non siano colpevoli di questo immobilismo.

Sono abbastanza sicuro che fossimo stati iscritti all’ordine e ci fossimo candidati, ora saremmo seduti su qualche poltrona. Ma questa non è la vita che vogliamo. I nostri cervelli sarebbero stati sprecati per remare contro un sistema che non premia il merito, svaluta la conoscenza scientifica e non fornisce nessun aiuto concreto ai biologi italiani.

Vedete questa piccola storia all’interno del nostro paese per me e uno dei tanti simboli di quanto sia in fase avanzata la metastasi del declino italiano. Se non riusciamo nemmeno a sostituire Vincenzo D’Anna e restituire dignità a una categoria professionale, cosa possiamo realisticamente cambiare in Italia? Ben poco.

E allora vi lascio con una domanda: cosa fareste se il comandante dell’aereo su cui state per imbarcarvi vi dicesse che “i motori sono un’invenzione della lobby aerospaziale e che le donne non sono adatte a pilotare un Boeing”? Rimarreste al vostro posto o scappereste? Io so cosa ho fatto: ho preso un altro aereo e ho lasciato l’Italia anche per questo. Non ho rimpianti — solo la delusione di non aver visto le cose cambiare dopo tutti questi anni.

– Giovanni Schiesaro

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