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	<title>SARS-CoV2 Archives - Biologi per la Scienza</title>
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	<description>Tre studenti che amano la scienza, le denunce, i meme e le minacce di morte.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 14 Oct 2021 06:08:38 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Pfizer non scade più</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Biologi per la Scienza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>No, ovviamente prima o poi anche il vaccino Pfizer scade, ma ci siamo semplicemente resi conto che scade &#8220;un po&#8217; più in là&#8221;. Le fiale del vaccino anti-COVID prodotto da Pfizer avevano fino a qualche giorno fa una scadenza di 6 mesi, ma ora AIFA ha deciso di estenderla a...</p>
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<p>No, ovviamente prima o poi anche il vaccino Pfizer scade, ma ci siamo semplicemente resi conto che scade &#8220;un po&#8217; più in là&#8221;.</p>



<p>Le fiale del vaccino anti-COVID prodotto da Pfizer avevano fino a qualche giorno fa una scadenza di 6 mesi, ma ora <a href="https://www.aifa.gov.it/-/estensione-del-periodo-di-validit%C3%A0-di-comirnaty-flaconcino-chiuso-">AIFA ha deciso di estenderla a 9</a>. Perché? Forse non gli andava di dover comprare ancora dosi? Non sapevano bene dove buttare le fiale perché la raccolta differenziata è troppo difficile?</p>



<p>Niente di tutto ciò. Semplicemente sono arrivati dei dati nuovi e ci si è adeguati. Giusto per la cronaca, l&#8217;<a href="https://www.fda.gov/media/151710/download">FDA ha adottato queste modalità</a> di conservazione da fine agosto, quindi, a voler essere proprio onesti, siamo pure in ritardo rispetto all&#8217;aggiornamento delle istruzioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Breve storia della conservazione del vaccino Pfizer </h2>



<p>Appena approvato nel dicembre 2020, il vaccino Pfizer aveva delle istruzioni di conservazione molto particolari per non dire proprio rognose. Doveva stare sempre <meta charset="utf-8">tra i -60 e i -90°C e dopo essere scongelato per essere usato poteva essere conservato in frigo (tra 2 e 8°C) per un massimo di 5 giorni. </p>



<p><a href="https://www.ema.europa.eu/en/news/more-flexible-storage-conditions-biontechpfizers-covid-19-vaccine">A maggio l&#8217;EMA ha comunicato che le istruzioni cambiavano</a>, in quanto nuovi dati indicavano che il vaccino era in grado di tollerare anche temperature superiori ai -60/-90°C. Da allora il vaccino deve sì essere conservato tra <meta charset="utf-8">-60 e -90°C per un massimo di sei mesi, ma gli vengono concessi fino a 15 giorni a -20°C. Può sembrare poco, ma questa modifica ha semplificato enormemente il trasporto delle dosi e permesso l&#8217;apertura di numerosi centri vaccinali in zone sprovviste dei super-freezer a -60°C. Non solo, ma anche la durata in frigo è stata estesa da 5 giorni a un mese, rendendo il vaccino Pfizer praticamente tanto conservabile quanto il latte fresco e permettendo le vaccinazioni a domicilio.</p>



<p>Veniamo quindi a noi, ovvero al prolungamento della validità fino a 9 mesi. La risposta è sempre la stessa: sono arrivati dei nuovi dati e si è visto che il vaccino conservato tra -60 e -90°C durava tranquillamente 9 mesi. Visto che fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio, abbiamo scritto una mail a Pfizer chiedendogli se fosse effettivamente così. Dato che a Pfizer sono molto simpatici, o almeno più delle segreterie universitarie, ci hanno pure risposto, come potete vedere nell&#8217;immagine in seguito.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="618" height="130" src="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-12-alle-12.05.35.png" alt="" class="wp-image-11444" srcset="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-12-alle-12.05.35.png 618w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-12-alle-12.05.35-300x63.png 300w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-12-alle-12.05.35-585x123.png 585w" sizes="(max-width: 618px) 100vw, 618px" /><figcaption>In parole povere Pfizer dice: &#8220;abbiamo fatto degli studi di stabilità in questi nove mesi e abbiamo visto che il vaccino dura tranquillamente nove mesi&#8221;</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Capire come conservare un farmaco</h2>



<p>A questo punto probabilmente vi starete chiedendo: sì, ok, belli i dati nuovi, ma da dove li hanno tirati fuori? </p>



<p>La disciplina che si occupa di capire come conservare i farmaci al meglio si chiama &#8220;tecnologia farmaceutica&#8221;. Può sembrare una cosa banale, ma fare in modo che il principio attivo di un farmaco resti effettivamente attivo fino al momento dell&#8217;utilizzo è in realtà fondamentale. Potremmo fare molti discorsi su come la tecnologia farmaceutica si sia evoluta nei secoli, ma parliamo di come si fa ora. </p>



<p>Molto banalmente, si va a tentativi. Prendete il vostro candidato farmaco e lo mettete in diverse condizioni. Uno in frigo, uno nel freezer dove vostra nonna tiene il ragù di emergenza e uno sul cruscotto della macchina che avete lasciato sotto il sole ad agosto. Ogni tot mesi andate a controllare come sta e alla fine decidente la modalità di conservazione in cui si è effettivamente conservato meglio. Semplice, facile, lineare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Come (probabilmente) ha fatto Pfizer</h2>



<p>Partiamo dalle basi. Il principio attivo del vaccino Pfizer è l&#8217;mRNA che codifica la proteina S. Questo mRNA è contenuto dentro a delle nanoparticelle lipidiche che si occupano di recapitarlo integro all&#8217;interno delle nostre cellule. Queste nanoparticelle sono a loro volta sospese in una soluzione contenente vari sali.<br>Riassumendo: i sali proteggono le nanoparticelle lipidiche e le nanoparticelle lipidiche proteggono l&#8217;mRNA (che da Pfizer mio padre comprò).</p>



<p>Sorvolando sulla parte in cui Pfizer ha probabilmente speso una fortuna per capire quali fossero i sali e lipidi da usare, passiamo direttamente ai test di stabilità. &#8220;Test di stabilità&#8221; è un modo raffinato per dire &#8220;ha messo il vaccino a varie temperature, ha aspettato un po&#8217; e ha controllato cosa succedeva&#8221;. Ovviamente ci sono due cose su cui Pfizer si è (molto probabilmente) concentrata: l&#8217;integrità dell&#8217;mRNA e la stabilità delle nanoparticelle. Se l&#8217;mRNA, che è l&#8217;ingrediente principale, si rompe, è facile capire che il vaccino non funzionerà. Allo stesso modo però, se l&#8217;mRNA resta intero ma le nanoparticelle si rompono non funzionerà comunque, perché il principio attivo non potrà entrare nelle cellule e fare il suo dovere.</p>



<p>Ok, avete messo la vostra fiala di vaccino nel frigo sono passati sei mesi: cosa si fa ora? AIFA vuole vedere dei dati nuovi per capire se le dosi che si è scordata in frigo dopo il compleanno di Palù può ancora usarle. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Le dimensioni contano</h3>



<p>Prima cosa: vedere se le nanoparticelle sono rimaste della stessa misura, cosa che si può fare in vari modi. Un modo molto idiota sarebbe quello di usare un microscopio elettronico e cercarle a occhio, ma visto che a Pfizer probabilmente non sono degli idioti (a differenza di una certa coppia di italici no-vax) useranno delle tecniche tipo DLS o SLS. Senza scendere troppo nei dettagli, queste due tecniche si basano sulla capacità delle particelle di interagire con un fascio di luce che attraversa sulla soluzione. Le particelle si comportano un po&#8217; come la palla di una discoteca e &#8220;riflettono&#8221; la luce in base alla loro composizione e dimensione. Vedendo quando e quanto viene riflessa la luce riuscite a capire quanto sono grandi le particelle. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Qualità, non solo quantità</h3>



<p>Seconda cosa: le particelle devono essere ancora fatte degli stessi lipidi originali. In parole povere volete controllare che i sali si siano comportati bene e non siano andati a modificare chimicamente i lipidi. Per farlo Pfizer ha probabilmente usato una tecnica tanto precisa quanto bruta: la spettrometria di massa. Quello che si fa in questa tecnica è una delle cose preferite dagli scienziati: si spacca tutto e si vede di che pezzi è fatto. Prendete qualche goccia del vostro vaccino da testare, le nebulizzate (pure con un laser se ce l&#8217;avete) e spaccate tutto ciò che c&#8217;è in questa &#8220;nebbiolina di vaccino&#8221; tramite l&#8217;utilizzo di campi elettrici fortissimi. Sempre tramite campi elettrici, fate schiantare i pezzettini di ciò che si è rotto su un rilevatore, che vi dirà quanto pesavano e quale era la loro carica elettrica, creando un &#8220;profilo&#8221;. </p>



<p>Prendete il profilo ottenuto e lo confrontate con quello originale dei lipidi delle nanoparticelle. Facile no?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sì, ma l&#8217;mRNA? </h3>



<p>Terza cosa: l&#8217;mRNA deve essere integro. No mRNA, no vaccino, sì COVID. Per controllare se l&#8217;mRNA è intero ci sono almeno tre tecniche, in base a quanto potete spendere e a quanto siete pignoli. Di seguito le spieghiamo brevemente nella maniera più semplice possibile. Se non vi interessano i dettagli tecnici saltate pure a piè pari che tanto la parte importante di questo paragrafo l&#8217;avete già letta.</p>



<p>Prima: il <strong>sequenziamento</strong>. Indubbiamente la più costosa, ma anche la più completa. Andando a vedere l&#8217;esatta sequenza dell&#8217;mRNA non vedo solo se è intero, ma anche se è rimasto uguale chimicamente. </p>



<p>Seconda: la <strong>gel cromatografia</strong>. L&#8217;mRNA viene caricato in una colonna cromatografica, che altro non è che un tubo riempito di microscopiche palline di gel. Senza scendere troppo nei dettagli, una volta caricato l&#8217;mRNA  lavate la colonna con un&#8217;apposita soluzione e vedete cosa esce dall&#8217;altro lato. I pezzi più grossi di mRNA, ovvero l&#8217;mRNA intero, usciranno per primi, perché essendo grandi non riescono a infilarsi in tutti gli spazi tra le palline di gel. I frammenti invece, più piccoli, escono dopo, perché si riescono a infilare in tutti gli spazi disponibili tra le biglie di gel, effettivamente &#8220;perdendosi per strada&#8221;. </p>



<p>Va da sè che se l&#8217;mRNA è intero vedo solo un segnale all&#8217;inizio e poi non vedo più niente, mentre se vedo molti segnali diversi vuol dire che l&#8217;mRNA si è degradato. Tecnica rapida ed efficace, ma a differenza del sequenziamento non ci dà informazioni sulle possibili modifiche chimiche dell&#8217;mRNA.</p>



<p>Terza: l&#8217;<strong>elettroforesi</strong>. L&#8217;mRNA è una molecola carica negativamente, e come tutte le molcole con questa caratteristica tende a muoversi verso le cariche positive. Se prendete l&#8217;mRNA del vaccino e lo mettete in un gel a cui applicate un campo elettrico, lui si muoverà verso il polo positivo. Se il nostro mRNA è ancora integro noi vedremo un solo &#8220;blocco&#8221; di mRNA che si muove tutto assieme, mentre se si è frammentato vedremo tanto &#8220;blocchetti&#8221; che si muovono in base alla loro grandezza (i più piccoli davanti perché si muovono più velocemente in quanto interagiscono meno col gel). Questa tecnica fa abbastanza schifo perché necessita di molto materiale di partenza ed è poco sensibile, quindi siamo moderatamente certi che Pfizer non l&#8217;abbia usata. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Dai freezer ai frighi </h2>



<p>Quasi un anno fa, al momento dell&#8217;approvazione, i dati sulla conservazione e sulla stabilità del vaccino Pfizer erano pochi. Per ovvie ragioni, si era infatti deciso di approvarlo più in fretta possibile senza indagare se fosse effettivamente in grado di resistere anche a periodi o metodi di conservazione diversi. L&#8217;idea era semplice &#8220;intanto diciamo che dura sei mesi a -60°C perché di questo siamo sicuri, poi vediamo&#8221;. Qualche milione di vita salvata dopo, possiamo dire Pfizer ha fatto la scelta giusta: le prime dosi non sono state neanche tre mesi in frigo, e intanto hanno avuto tempo di fare gli studi per supportare l&#8217;estensione della &#8220;data di scadenza&#8221;. </p>



<p>Ci sorprenderemmo se tra un anno le modalità di conservazione del vaccino Pfizer arrivassero ad essere &#8220;due anni, pure nel frigo del baretto sotto casa&#8221;? No, perché evidentemente significherebbe che gli studi di stabilità (tutt&#8217;ora in aggiornamento) avranno dato risultati tali da giustificare questo cambio di policy.<br>Sappiamo che sembra strano, e che sembra che si prosegua a casaccio, ma la scienza (quella collegata alla medicina in particolare) è sempre stata così: si agisce basandosi sui dati disponibili in quel momento. Non ci si basa su paure infondate o inutili ottimismi. Ci si rimbocca le maniche, si fanno gli studi, e in caso si cambia idea (e strategia). </p>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



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		<title>La nuova bugia: muoiono di più i vaccinati dei non vaccinati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Biologi per la Scienza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2021 10:37:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nuova bugia: muoiono di più i vaccinati dei non vaccinati. Ieri sotto il nostro post sul perché i non vaccinati causano le varianti abbiamo ricevuto un commento, condito dai soliti insulti, da parte di un&#8217;insegnante italiana. Allegata al commento era presente questa immagine. Una tabella con dei numeri con...</p>
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<p>La nuova bugia: muoiono di più i vaccinati dei non vaccinati. Ieri sotto il nostro post sul <a href="https://www.biologiperlascienza.it/2021/07/perche-i-non-vaccinati-causano-le-varianti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">perché i non vaccinati causano le varianti</a> abbiamo ricevuto un commento,  condito dai soliti insulti, da parte di un&#8217;insegnante italiana. Allegata al commento era presente questa immagine. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="720" src="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/image1-1024x720.jpeg" alt="" class="wp-image-11084" srcset="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/image1-1024x720.jpeg 1024w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/image1-300x211.jpeg 300w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/image1-768x540.jpeg 768w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/image1-960x675.jpeg 960w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/image1-569x400.jpeg 569w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/image1-585x412.jpeg 585w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/image1.jpeg 1440w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Una tabella con dei numeri con scritti sopra dei calcoli. Il nesso con il nostro post sulle varianti ci è oscuro, lo facciamo rientrare nel classico commento di chi non legge cosa scriviamo, vede post pro vaccini e risponde con un commento anti vaccini. Internet. Ammetto di essermi surriscaldato quando ho visto che era un commento che arrivava da un&#8217;insegnante. Per questo motivo, invece di rispondere male alla diretta interessata, cercherò di sfogare la mia rabbia con questo post. </p>



<p>La nuova bugia: muoiono di più i vaccinati dei non vaccinati. Partiamo dall&#8217;immagine. Diamole un contesto. La tabella (senza scritte) è stata presa da <a rel="noreferrer noopener" href="https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/997414/Variants_of_Concern_VOC_Technical_Briefing_16.pdf" target="_blank">un report </a>del 18 giugno 2021 del ministero della salute pubblica Inglese. I calcoli, invece, devono arrivare da un luminare convinto di aver scoperto il grande inganno di questa pandemia. Per chi non ci fosse ancora arrivato le percentuali sono calcolate con un semplice rapporto in cui il numero dei morti è moltiplicato per 100 per poi essere diviso per il valore in alto nella tabella (esempio prima percentuale:  73 (morti) x 100 diviso 60.624 (il totale dei contagi) = 0,12 ). Il dato che emergerebbe da queste percentuali e che dimostrerebbe l&#8217;inefficacia dei vaccini è tutto in quel morti da vaccino = 0,21 % e morti non vaccinati = 0,09 %. I vaccinati muoiono più del doppio dei non vaccinati!</p>



<p>Sto per urlare. Ma mi trattengo. Facciamo cadere assieme il castello di sabbia. Prima di tutto gli errori di marketing. I non vaccinati sono sotto alla soglia psicologica del 0,10% con un bel 0,09%? Certo! Se arrotondiamo male i numeri. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/Screenshot-2021-07-09-at-14.32.51-1024x691.png" alt="" class="wp-image-11087" width="718" height="484" srcset="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/Screenshot-2021-07-09-at-14.32.51-1024x691.png 1024w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/Screenshot-2021-07-09-at-14.32.51-300x202.png 300w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/Screenshot-2021-07-09-at-14.32.51-768x518.png 768w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/Screenshot-2021-07-09-at-14.32.51-960x648.png 960w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/Screenshot-2021-07-09-at-14.32.51-593x400.png 593w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/Screenshot-2021-07-09-at-14.32.51-585x395.png 585w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/Screenshot-2021-07-09-at-14.32.51.png 1512w" sizes="(max-width: 718px) 100vw, 718px" /></figure>



<p>Si li sento già i vostri commenti &#8220;0,09 % o 0,10 % il dato è sorprendente, minore della media (0,12%) i vaccinati muoiono meno della media! Ciò significa che i vaccinati muoiono più dei non vaccinati!&#8221;. Ma è così? Ovviamente no. </p>



<p>Siamo palesemente in un problema di sampling bias (errore di campionamento). Come diceva la mia maestra di matematica delle elementari, stiamo confrontando le pere con le mele. I numeri senza un&#8217;attenta analisi possono portarci a conclusioni errate. Chiediamoci cosa caratterizza queste due categorie. Le fasce d&#8217;età rappresentate nelle due categorie sono le stesse? No, la popolazione che compone la categoria dei vaccinati non è la stessa che va a comporre la categoria dei non vaccinati. </p>



<p>I primi ad essere stati vaccinati sono stati gli over 90, personale sanitario e categorie a rischio. Per poi andare a scendere (over 80, 70, 60&#8230;). La scelta, chiaramente non è stata casuale ma dettata dal fatto che le persone più anziane hanno una più alta probabilità di finire in terapia intensiva e morire. Stiamo confrontando due categorie molto diverse. I vaccinati sono mediamente più anziani e con un più alto rischio di morire di COVID-19 dei non ancora vaccinati mediamente più giovani e con un minor rischio di morire a causa della malattia. Potrei andare avanti per conto mio ma ripeterei cosa ha giù scritto Mattia Villa (@<a href="https://twitter.com/emmevilla" target="_blank" rel="noreferrer noopener">emmevilla</a>) su twitter in un thread da incorniciare. </p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Secondo dato, cruciale: da chi è composta la popolazione dei vaccinati e quella dei non vaccinati in UK (ma anche in Italia)?<br><br>Da persone con età diversissime!<br><br>Circa la metà dei vaccinati ha più di 50 anni.<br>Mentre l&#39;82% dei NON vaccinati ha meno di 30 anni. <a href="https://t.co/nV69UAgx3n">pic.twitter.com/nV69UAgx3n</a></p>&mdash; Matteo Villa (@emmevilla) <a href="https://twitter.com/emmevilla/status/1408423178297352193?ref_src=twsrc%5Etfw">June 25, 2021</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Facendo due conti: se i vaccini non proteggessero in nessun modo, dovremmo aspettarci che i vaccinati morissero circa DODICI volte di più dei non vaccinati.<br><br>Cioè: se i non vaccinati muoiono 1 volta su 1.000 (come da grafico), i vaccinati dovrebbero morire 12 volte su 1.000.</p>&mdash; Matteo Villa (@emmevilla) <a href="https://twitter.com/emmevilla/status/1408423182223253504?ref_src=twsrc%5Etfw">June 25, 2021</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Come avrete capito, la conclusione che possiamo trarre è opposta a quella da cui siamo partiti.<br><br>Ci aspettiamo 1,17% di morti tra i vaccinati.<br>Ne vediamo lo 0,21%.<br><br>Significa che il tasso di protezione dei vaccini contro <a href="https://twitter.com/hashtag/VarianteDelta?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#VarianteDelta</a> è MOLTO ALTO: evitano l&#39;82% dei decessi! <a href="https://t.co/jYhfiHhltj">pic.twitter.com/jYhfiHhltj</a></p>&mdash; Matteo Villa (@emmevilla) <a href="https://twitter.com/emmevilla/status/1408423192163725312?ref_src=twsrc%5Etfw">June 25, 2021</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">In altre parole, sui 17.642 vaccinati positivi in Regno Unito ci aspetteremmo di registrare 206 morti e invece ne osserviamo solo 37.<br><br>I vaccini hanno *evitato* il decesso di 169 persone. <a href="https://t.co/h4X8sRx411">pic.twitter.com/h4X8sRx411</a></p>&mdash; Matteo Villa (@emmevilla) <a href="https://twitter.com/emmevilla/status/1408423196567740421?ref_src=twsrc%5Etfw">June 25, 2021</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>I vaccini stanno salvando vite. E chi non è in grado di ammetterlo è accecato dalle sue errate convinzioni o in totale malafede. Basta vedere cosa è successo in Israele o cosa sta accadendo nel Regno Unito (UK) adesso per rendersene conto chiaramente. In UK i contagi sono risaliti con un andamento esponenziale ma le morti (che ci sono) sono per il momento sotto controllo. Una situazione completamente diversa dalla prima e seconda ondata.   </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/AP-COMP-NEW-UK-COVID-CASES-AND-DEATHS-JULY-07-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-11094" srcset="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/AP-COMP-NEW-UK-COVID-CASES-AND-DEATHS-JULY-07-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/AP-COMP-NEW-UK-COVID-CASES-AND-DEATHS-JULY-07-1-300x200.jpg 300w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/AP-COMP-NEW-UK-COVID-CASES-AND-DEATHS-JULY-07-1-768x512.jpg 768w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/AP-COMP-NEW-UK-COVID-CASES-AND-DEATHS-JULY-07-1-480x320.jpg 480w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/AP-COMP-NEW-UK-COVID-CASES-AND-DEATHS-JULY-07-1-280x186.jpg 280w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/AP-COMP-NEW-UK-COVID-CASES-AND-DEATHS-JULY-07-1-960x640.jpg 960w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/AP-COMP-NEW-UK-COVID-CASES-AND-DEATHS-JULY-07-1-600x400.jpg 600w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/AP-COMP-NEW-UK-COVID-CASES-AND-DEATHS-JULY-07-1-585x390.jpg 585w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/07/AP-COMP-NEW-UK-COVID-CASES-AND-DEATHS-JULY-07-1.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>l&#8217;articolo è <a href="https://www.thesun.co.uk/news/15494242/coronavirus-uk-news-deaths-freedom-day-latest/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a></figcaption></figure>



<p>Vorrei aggiungere anche una considerazione sull&#8217;insegnante che ha fatto nascere questo post ma oggi sono fortunato ci ha già pensato Riccardo Dal Ferro (@<a href="https://twitter.com/RickDuFer" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RickDuFer</a>) a scrivere un tweet che condivido al 100%. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Le scuse accampate dal 25% del personale docente che si rifiuta di sottoporsi alla vaccinazione mi fanno capire che un quarto delle persone che insegnano a scuola non ha la minima abilitazione intellettuale ad insegnare alcunché.</p>&mdash; Rick DuFer (@RickDuFer) <a href="https://twitter.com/RickDuFer/status/1413058586851397637?ref_src=twsrc%5Etfw">July 8, 2021</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div><figcaption><br></figcaption></figure>



<p>Ciao.</p>
<p>The post <a href="https://www.biologiperlascienza.it/2021/07/muoiono-di-piu-i-vaccinati/">La nuova bugia: muoiono di più i vaccinati dei non vaccinati</a> appeared first on <a href="https://www.biologiperlascienza.it">Biologi per la Scienza</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cara Repubblica, alla fine avevamo ragione noi sul coronavirus trasportato dalle polveri sottili</title>
		<link>https://www.biologiperlascienza.it/2021/03/repubblica-polveri-sottili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Biologi per la Scienza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2021 14:39:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[100 vetrine]]></category>
		<category><![CDATA[particolato]]></category>
		<category><![CDATA[SARS-CoV2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo post vi vogliamo raccontare di come siamo finiti a parlare di particolato atmosferico e diffusione del SARS-CoV-2 nientepopodimeno che su Repubblica. Primo disclaimer. Biologi per la Scienza è un progetto nato da un articolo di Repubblica. Non abbiamo pregiudizi nei confronti della testata, anzi. Fatta la premessa torniamo...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In questo post vi vogliamo raccontare di come siamo finiti a parlare di particolato atmosferico e  diffusione del SARS-CoV-2 nientepopodimeno che su Repubblica. </p>



<h4 class="has-text-align-left wp-block-heading">Primo disclaimer. Biologi per la Scienza è un progetto nato da un <a href="https://www.biologiperlascienza.it/2020/11/sn01ep01-onb/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo</a> di Repubblica. Non abbiamo pregiudizi nei confronti della testata, anzi.</h4>



<p>Fatta la premessa torniamo a noi. Nel periodo di forti restrizioni, a marzo 2020, sulle principali testate giornalistiche italiane compare la notizia:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;Perché l’inquinamento da Pm10 può agevolare la diffusione del virus&#8221; (sole 24 ore), </p><p>&#8220;Coronavirus, lo studio: Smog e polveri sottili hanno accelerato la diffusione di Sars Cov2&#8221; (il fatto quotidiano) </p><p> &#8220;Coronavirus: l&#8217;inquinamento ha aperto la strada alla diffusione dell&#8217;infezione&#8221; (Repubblica).</p></blockquote>



<p>La Lombardia è la regione italiana con più casi, epicentro dei contagi in Italia e Europa. La domanda sorge spontanea: <strong>perché</strong>? Nello stereotipo classico della Pianura Padana tre cose non possono mancare: la nebbia, la polenta e l&#8217;inquinamento. Non è che una di queste peculiarità lombarde è collegata con l&#8217;esplosione dei casi di coronavirus?</p>



<h4 class="has-text-align-left wp-block-heading">Secondo disclaimer. L&#8217;inquinamento fa male, esiste ed è un problema. </h4>



<p>Non stiamo parlando di una maggior incidenza di <a href="https://www.ilpost.it/2020/11/09/inquinamento-rischio-morte-covid-19/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">casi gravi</a> nei territori più inquinati. Qui il discorso è diverso, c&#8217;è un&#8217;ipotesi: il virus è trasportato dal particolato atmosferico? </p>



<h4 class="wp-block-heading">Il metodo. </h4>



<p>La &#8220;notizia&#8221; è nata da un position paper, cioè un pdf presente sul sito della società italiana di medicina ambientale (SIMA) che presentava un&#8217;opinione di studio. Già solo così si sarebbe dovuti andare con i piedi di piombo. Un position paper non è un articolo scientifico. In un position paper posso scrivere di essere Zorro, nell&#8217;articolo scientifico devo dimostrare, ad altri scienziati che lo valutano, che ho dei dati a supporto della mia teoria e che io sono veramente Zorro. In poche parole, il position paper,  affermava che c&#8217;era una stretta correlazione tra inquinamento e casi di covid-19 nella pianura padana. Lo scriviamo in grande per essere capiti.</p>



<h2 class="has-text-align-center wp-block-heading"><strong>Correlazione non implica causalità (!) </strong></h2>



<p>Possono esserci diverse spiegazioni al perché la Lombardia sia stata la prima regione colpita dal virus. Noi, nel nostro piccolo, avevamo proposto alcuni spunti.</p>



<ul class="wp-block-list"><li> La Lombardia è una realtà con più rapporti internazionali rispetto al resto dell&#8217;Italia (merci, persone e conoscenze entravano e uscivano dalla regione con frequenza maggiore)</li><li>È (per poco) la seconda regione per densità di popolazione e prima per numero di abitanti. Più persone significa più interazioni.</li><li>L&#8217;istat nella situazione pre covid scriveva che nelle strutture ricettive al turismo la Lombardia aveva il 60% di clientela straniera. A questi bisogna poi aggiungere i flussi di persone straniere che si muovo per lavoro.</li></ul>



<p>Affermazioni forti richiedono accurate dimostrazioni. Non lo abbiamo scritto palese ma notizie rilanciate in questo modo, senza una precisa spiegazione dell&#8217;incertezza, possono creare una <strong>generalizzata sfiducia</strong>. Che senso ha, per me cittadino che legge queste notizie, l&#8217;uso della mascherina e del distanziamento se tanto il virus viaggia dappertutto con il particolato? La prima risposta emotiva è la rassegnazione. Abbiamo visto che non è così,<strong> l&#8217;azione del singolo conta nella gestione dei contagi</strong>. Forse, ci dimentichiamo di ribadire con forza che solo grazie a questi sacrifici ci siamo evitati restrizioni (e danni) ben più pesanti.  </p>



<h4 class="wp-block-heading">Il merito.</h4>



<p>Lo studio si inserisce in una discussione scientifica non ancora del tutto chiarita: il SARS-CoV-2 è airborne? Si diffonde solo con le goccioline d&#8217;acqua del nostro respiro (droplets) o con particelle ancora più piccole? Non sono solo pippe accademiche, se il virus viaggia con le droplets per infettarsi c&#8217;è bisogno di uno stretto contatto mentre se il virus è airborne c&#8217;è il rischio di infezione anche a distanze maggiori e soprattutto in luoghi non ventilati e al chiuso. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/03/airborn2_wide-fbea7fe928c0bc2eb4cb762c2b9b8cf4ae3c1ac9-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-10919" srcset="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/03/airborn2_wide-fbea7fe928c0bc2eb4cb762c2b9b8cf4ae3c1ac9-1024x576.jpg 1024w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/03/airborn2_wide-fbea7fe928c0bc2eb4cb762c2b9b8cf4ae3c1ac9-300x169.jpg 300w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/03/airborn2_wide-fbea7fe928c0bc2eb4cb762c2b9b8cf4ae3c1ac9-768x432.jpg 768w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/03/airborn2_wide-fbea7fe928c0bc2eb4cb762c2b9b8cf4ae3c1ac9-960x540.jpg 960w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/03/airborn2_wide-fbea7fe928c0bc2eb4cb762c2b9b8cf4ae3c1ac9-712x400.jpg 712w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/03/airborn2_wide-fbea7fe928c0bc2eb4cb762c2b9b8cf4ae3c1ac9-585x329.jpg 585w, https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2021/03/airborn2_wide-fbea7fe928c0bc2eb4cb762c2b9b8cf4ae3c1ac9.jpg 1400w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Viruses can spread through the air in two ways: inside large droplets that fall quickly to the ground (red), or inside tiny droplets that float in the air (gray). In the first route, called droplet transmission, the virus can spread only about 3 to 6 feet from an infected person. In the second route, called airborne transmission, the virus can travel 30 feet or more.</figcaption></figure>



<p>L&#8217;organizzazione mondiale della sanità ha scritto in un report: </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;Outside of medical facilities, some outbreak reports related to indoor crowded spaces&nbsp;<em>(</em><a href="file:///C:/Users/areid/AppData/Local/Microsoft/Windows/INetCache/Content.Outlook/RR38AXQP/SB%202020.3%20Modes%20of%20transmission%20COVID-19%202020-07-09%20EN.docx#_ENREF_40">40</a><em>)</em>&nbsp;have suggested the possibility of aerosol transmission, combined with droplet transmission, for example, during choir practice&nbsp;<em>(</em><a href="file:///C:/Users/areid/AppData/Local/Microsoft/Windows/INetCache/Content.Outlook/RR38AXQP/SB%202020.3%20Modes%20of%20transmission%20COVID-19%202020-07-09%20EN.docx#_ENREF_7">7</a><em>)</em>, in restaurants&nbsp;<em>(</em><a href="file:///C:/Users/areid/AppData/Local/Microsoft/Windows/INetCache/Content.Outlook/RR38AXQP/SB%202020.3%20Modes%20of%20transmission%20COVID-19%202020-07-09%20EN.docx#_ENREF_41">41</a><em>)</em>&nbsp;or in fitness classes. <em>(</em><a href="file:///C:/Users/areid/AppData/Local/Microsoft/Windows/INetCache/Content.Outlook/RR38AXQP/SB%202020.3%20Modes%20of%20transmission%20COVID-19%202020-07-09%20EN.docx#_ENREF_42">42</a><em>)</em>.&#8221;</p><p>Che tradotto più o meno dice questo: ci sono studi che suggeriscono che il contagio possa essere airborne in spazi chiusi affollati come ad esempio al ristorante, lezioni di fitness o durante le prove di coro.</p><cite><a href="https://www.who.int/news-room/commentaries/detail/transmission-of-sars-cov-2-implications-for-infection-prevention-precautions" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Transmission of SARS-CoV-2: implications for infection prevention precautions</a> (9 July 2020) </cite></blockquote>



<p>Il passaggio da &#8220;il virus è airborne&#8221; (quindi un problema soprattutto per gli spazi chiusi affollati) a &#8220;il virus è trasportato dal particolato atmosferico&#8221; è un salto importante. </p>



<p>Uno studio su Nature uscito il 1 ottobre 2020 dal titolo &#8220;Impact of meteorological conditions and air pollution on COVID-19 pandemic transmission in Italy&#8221; (<a href="https://www.nature.com/articles/s41598-020-73197-8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>) mostra una correlazione negativa tra temperatura e una positiva con la presenza di PM<sub>2.5</sub> in Italia, tuttavia concludendo:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;It is also important to stress that both the meteorological and air-pollution variables are co-factors in COVID-19 pandemic transmission. Their influence is still marginal while all the epidemiological aspects should not be neglected and have obviously the primary role.&#8221; </p><p>È importante ribadire che le condizioni meterologiche e le variabili dell&#8217;inquinamento dell&#8217;aria sono co-fattori nella trasmissione del virus. La loro influenza è marginale mentre tutti gli aspetti epidemiologici non devono essere negati e hanno primaria importanza.  </p><cite>Lolli, S., Chen, YC., Wang, SH.&nbsp;<em>et al.</em>&nbsp;Impact of meteorological conditions and air pollution on COVID-19 pandemic transmission in Italy.&nbsp;<em>Sci Rep</em>&nbsp;<strong>10,&nbsp;</strong>16213 (2020). https://doi.org/10.1038/s41598-020-73197-8</cite></blockquote>



<p>Che è decisamente diverso da dire che il particolato atmosferico ha aperto le strade ai contagi. </p>



<p>Per concludere e per onestà intellettuale. Lo studio del position paper della SIMA è diventato poi un articolo scientifico? Si. Ha dimostrato in maniera inequivocabile che il virus è trasportato dal particolato atmosferico? No. Quello che sappiamo al momento è che nell&#8217;aria di alcune città sono stati ritrovati frammenti di RNA del SARS-CoV-2. </p>



<p>Frammenti di RNA non sono un intero genoma a RNA e tantomeno un virus capace di infettare. Per fare un paragone: se troviamo un sedile di un&#8217;auto possiamo dire di aver davanti a noi un&#8217;auto? No, il sedile sta all&#8217;interno dell&#8217;auto (il capside virale) e l&#8217;auto per funzionare (cioè infettare nel caso del virus) deve essere sufficientemente integra e ben assemblata. L&#8217;ipotesi è tutt&#8217;altro che confermata e ha bisogno di ulteriori prove. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Come siamo finiti su Repubblica? </h4>



<p>Il nostro post di &#8220;critica&#8221; (rivolta più ai giornali che agli scienziati) scritto sui social raggiunse anche la giornalista di Repubblica che ci chiese un&#8217;intervista telefonica. Non siamo soliti accettare interviste, ma in questo caso ci è sembrato sensato parlare. Il risultato?<strong> <a href="https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2020/03/20/news/coronavirus_lo_smog_accelera_il_contagio_lopalco_l_inquinamento_fa_male_ma_il_virus_corre_sulle_nostre_gambe_-251786376/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Un nuovo articolo incomprensibile</a></strong>. Andiamo per punti. Esce una notizia sensazionalistica (si lo è) sul virus trasportato da particolato, una teoria ancora non dimostrata. Chiediamo maggiore attenzione nel dare nelle notizie. La critica non è ideologica, se la SIMA dimostrasse un giorno quanto ha detto saremo ben contenti di prendere atto della realtà delle cose. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Riassunto di cosa passa nell&#8217;articolo: Biologi per la Scienza, ignoti in cerca di pubblicità. </h4>



<p>Per rispondere alla nostra critica il <strong>presidente</strong> della Sima afferma che non citiamo la letteratura e che non ci siamo firmati per nome e cognome. Sicuramente il presidente si è trovato a commentare qualcosa riportato sommariamente al telefono dalla giornalista, perché sarebbe bastata una ricerca su Google per trovare i nostri nomi, cognomi, corsi universitari, profili Instagram e con un po’ di impegno gusti di gelato preferiti. </p>



<p>Ma veniamo alla giornalista e <strong>Repubblica</strong>: intervista al telefono Giovanni che le spiega (BENE) che siamo tre studenti, cosa tra l’altro già esplicitata ovunque sulla nostra pagina, e nonostante ciò nell’articolo riesce a definirci “<em>movimento</em>”, “<em>gruppo di professionisti</em>” ed “<em>esperti di Biologia</em>”: siamo lusingati, ma non abbiamo né ci arroghiamo nessuno di questi titoli (ora siamo felicemente dei laureati magistrali). Per la serie “informazioni reperibili sulla nostra pagina” c&#8217;erano i nostri nomi: giusto per puntualizzare è <strong>SpanU</strong> con la U non Spano come scritto nell&#8217;articolo. </p>



<p>Ma non finisce qui. Chi viene intervistato in questo purè di articolo? Ma sì, <strong><a href="https://www.biologiperlascienza.it/2020/07/il-presidente-dellonb-trascina-in-tribunale-tre-giovani-biologi-perche-lo-chiamano-no-vax/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vincenzo D&#8217;Anna</a></strong> che per una volta poteva benissimo essere lasciato in pace visto che nessuno lo aveva citato. D&#8217;Anna ci definisce a sua volta “tre neolaureati in cerca di pubblicità” (non eravamo 3 ignoti che non si firmano?) e dice “non credo che abbiamo qualifiche tali da potersi permettere di mettere in discussione le posizioni delle società scientifiche”. </p>



<p>Certo, detto da uno la cui unica qualifica scientifica è una laurea in Scienze Biologiche presa degli anni ’70 ci pare un filo incoerente, ma non ci va di attaccarci troppo ai titoli. Preferiamo attaccarci ad altre dichiarazioni del presidente, tipo quella in cui ha sostenuto che il coronavirus che affliggeva l’Italia in quel periodo non sia stato il virus comparso a Wuhan, ma un non meglio precisato coronavirus autoctono della Lombardia di cui ovviamente ad oggi esistono zero prove scientifiche a sostegno. Chi invece non ha prenso le distanze da quanto abbiamo scritto è Pierluigi Lopalco, epidemiologo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">L&#39;inquinamento fa male, ma con <a href="https://twitter.com/hashtag/COVID19?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#COVID19</a> ho paura che c&#39;entri poco. Non pensate che l&#39;aria fresca possa fermare il contagio: il virus corre con le nostre gambe, non con i PM10 <a href="https://t.co/JXaFdRpoVl">https://t.co/JXaFdRpoVl</a></p>&mdash; Pierluigi Lopalco (@ProfLopalco) <a href="https://twitter.com/ProfLopalco/status/1240600845751853057?ref_src=twsrc%5Etfw">March 19, 2020</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Morale della storia, cara Repubblica avevamo ragione noi. La notizia era sensazionalistica. Abbiamo cercato di spiegarti cosa non andava ma hai preferito fare un nuovo articolo cercando di metterci in cattiva luce. Ma questo è il meno. Leggere articoli di questo genere per un lettore senza competenze scientifiche è semplicemente incomprensibile. Forse sarebbe stato più utile informarsi e chiedere aiuto a qualche esperto di epidemiologia per scrivere un articolo ben chiaro su cosa si sapeva e non del rapporto tra virus e particolato atmosferico. Ma non si è fatto e questo è il danno peggiore. </p>



<p>Biologi per la scienza con i nomi<br>Gianluca Masella <br>Giovanni Schiesaro<br>Riccardo Spanu</p>



<p> </p>
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		<item>
		<title>Popolazione virale</title>
		<link>https://www.biologiperlascienza.it/2021/01/popolazione-virale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Biologi per la Scienza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2021 20:22:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[issn]]></category>
		<category><![CDATA[SARS-CoV2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tracciarla permette di capire l’origine dei vari focolai epidemici e di monitorare i nuovi ceppi del virus Siamo un paese peculiare. Ci piace moltissimo interessarci di nuove varianti virali sui giornali e nei social, interrogarci sulle proprietà di questa o quella variante virale, ipotizzarne la circolazione in Italia e magari...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Tracciarla permette di capire l’origine dei vari focolai epidemici e di monitorare i nuovi ceppi del virus</strong></h4>



<p>Siamo un paese peculiare. Ci piace moltissimo interessarci di nuove varianti virali sui giornali e nei social, interrogarci sulle proprietà di questa o quella variante virale, ipotizzarne la circolazione in Italia e magari – come in Veneto –&nbsp;<strong>cercare di scaricare la responsabilità politica di scelte sbagliate sulla variante estera di turno</strong>. Ci infervoriamo sulla biologia e la trasmissibilità di questi virus, senza nemmeno avere i dati sperimentali a disposizione, ma spremendoci le meningi per interpretare ogni possibilità pur remota. Addirittura, ci accaloriamo in discussioni animate fra ricercatori, circa l’impatto epidemiologico che si potrebbe avere in Italia a causa dell’arrivo di questa o quella variante. Eppure, in Italia non facciamo l’unica cosa che davvero servirebbe, che è quella poi suggerita anche dall’Organizzazione mondiale della Sanità:&nbsp;<strong>organizzare una sorveglianza coordinata a livello nazionale</strong>, grazie alla quale una rete di laboratori ben strutturata possa fornire dati di sequenziamento genetico a ritmo sostenuto, come accade in altri paesi (Inghilterra in testa).</p>



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		<title>Il coronavirus è stato creato in laboratorio &#124; 5 Dicembre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Biologi per la Scienza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Dec 2020 07:23:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Calendario dell'Orrendo]]></category>
		<category><![CDATA[HIV]]></category>
		<category><![CDATA[luc montagnier]]></category>
		<category><![CDATA[SARS-CoV2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È vero, lo hanno detto in tanti, ma colui che ha scelto il motivo più palesemente stupido per sostenere questa teoria è senz’altro Luc Montagnier.Il premio Nobel per la Medicina, già noto per le sue decisamente poco scientifiche posizioni su omeopatia e autismo, ha infatti sostenuto che SARS-CoV-2 fosse stato...</p>
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<p>È vero, lo hanno detto in tanti, ma colui che ha scelto il motivo più palesemente stupido per sostenere questa teoria è senz’altro Luc Montagnier.<br>Il premio Nobel per la Medicina, già noto per le sue decisamente poco scientifiche posizioni su <a href="https://www.nature.com/news/2010/101208/full/468743a.html">omeopatia e autismo</a>, ha infatti sostenuto che <a href="https://www.ilpost.it/2020/04/21/montagnier-coronavirus-hiv/">SARS-CoV-2 fosse stato creato in laboratorio</a> aggiungendo alcuni frammenti di HIV al genoma di un altro coronavirus.<br>A riprova della sua tesi complottista portò un pre-print (ovvero un articolo scientifico non ancora pubblicato) che era stato<a href="https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2020.01.30.927871v2"> ritratto </a>a causa delle critiche ricevute dalla comunità scientifica.<br>Cosa c’era di sbagliato nel pre-print? Beh, fondamentalmente si basava sul nulla perché i presunti frammenti di HIV presenti in SARS-CoV-2 sono in realtà <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7033698/">comuni a un sacco di altri virus, batteri, piante e animali</a>. Sequenze così corte non contengono solitamente abbastanza informazioni da permettere di decretarne accuratamente l’origine, che è lo stesso motivo per cui se entrate in una stanza e trovate un dito mozzato per terra non siete in grado, guardandolo, di dire con certezza a chi appartenga.<br>Nel caso foste invece interessati a uno studio sull’origine di SARS-CoV-2 fatto bene, vi lasciamo questo <a href="https://www.nature.com/articles/s41591-020-0820-9">articolo di Nature</a>, in cui si spiega come l’origine naturale sia di gran lunga la più probabile.</p>



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		<title>L&#8217;inquinamento diffonde il virus &#124; 2 Dicembre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Biologi per la Scienza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2020 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Calendario dell'Orrendo]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[SARS-CoV2]]></category>
		<category><![CDATA[sima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato detto a marzo e ripetuto a settembre, ma che l’inquinamento abbia un ruolo nella diffusione di SARS-CoV-2 resta tutt’ora più una suggestiva ipotesi che un fatto dimostrato.Era ancora più o meno metà marzo quando la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) ha annunciato di aver scoperto che il virus...</p>
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<p>È stato detto a marzo e ripetuto a settembre, ma che l’inquinamento abbia un ruolo nella diffusione di SARS-CoV-2 resta tutt’ora più una suggestiva ipotesi che un fatto dimostrato.<br>Era ancora più o meno metà marzo quando la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) ha annunciato di aver scoperto che il virus si era diffuso nella pianura padana grazie alle particelle di inquinamento portando come “prova” uno studio di correlazione tra numeri di contagi e livelli di PM10 nelle province più colpite.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><br>Mentre noi criticammo tutto l’<a href="https://www.facebook.com/BiologiPerLaScienza/photos/a.284416352089286/751378498726400/">eco mediatico</a> che ne derivò, <a href="https://www.scienzainrete.it/articolo/inquinamento-e-covid-due-vaghi-indizi-non-fanno-prova/stefano-caserini-cinzia-perrino">Scienza in Rete</a> criticò lo studio in sé, nei suoi metodi come nei dati che avevano deciso di usare, oltre al fatto che uno studio di correlazione non dimostra niente a livello causale.<br></h2>



<p>D’estate infatti ci sono sia più attacchi di squali che maggiori vendite di gelati, e le due cose sono chiaramente correlate, ma non sono certo i gelati a rendere più appetitosi i bagnanti. <br>La partita sembrava quindi chiusa; certo, c’era un’affascinante correlazione, ma <a href="https://www.facebook.com/BiologiPerLaScienza/photos/a.284416352089286/753062668557983/?type=3&amp;theater">senza nessun dato molecolare</a> a confermarla tale restava.<br>E invece no, a settembre <a href="https://www.agi.it/cronaca/news/2020-09-29/coronavirus-sima-dimostrato-legame-virus-smog-pianura-padana-9797099/">la SIMA riprova a riproporre la sua teoria</a>, forte anche di uno <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0013935120306472?via%3Dihub">studio</a> che ha trovato tracce dell’RNA virale in alcuni campioni atmosferici provenienti da Bergamo. Lo studio però si è limitato a rilevare la presenza del genoma virale, senza dimostrare se l’eventuale virus attaccato ai PM10 fosse effettivamente ancora in grado di infettare. Perfino gli autori, tra cui Valentina Torboli che conosciamo, ci tengono a precisare che non è possibile utilizzare le loro scoperte per dire che l’inquinamento.<br>Perché le dichiarazioni rivoluzionarie sono belle, ma portare i dati per sostenerle è più bello.</p>



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		<title>Perché non abbiamo un vaccino contro HIV?</title>
		<link>https://www.biologiperlascienza.it/2020/12/perche-non-abbiamo-vaccino-contro-hiv/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Biologi per la Scienza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2020 15:50:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Divulgazione]]></category>
		<category><![CDATA[100 vetrine]]></category>
		<category><![CDATA[AIDS]]></category>
		<category><![CDATA[Covid 19]]></category>
		<category><![CDATA[HIV]]></category>
		<category><![CDATA[SARS-CoV2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché per difenderci dal covid-19 siamo riusciti a sviluppare dopo solo un anno dei vaccini? E perché non abbiamo un vaccino contro HIV?</p>
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<h3 class="wp-block-heading">Perché per difenderci dal covid-19 siamo riusciti a sviluppare dopo solo un anno dei vaccini? E perché non abbiamo un vaccino contro HIV? &nbsp;</h3>



<p><strong>Premessa</strong>. La sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) è una malattia del sistema immunitario umano causata da due lentivirus chiamati virus dell&#8217;immunodeficienza umana (HIV). Bene ora possiamo continuare, i negazionisti della relazione diretta HIV (virus) —&gt; AIDS (malattia) ci hanno abbandonati.&nbsp;L’AIDS è stata riconosciuta e documentata come nuova malattia nel 1981 a seguito di un aumento di morti di giovani omosessuali causate da infezioni opportunistiche. Questi ragazzi venivano colpiti da polmoniti insolite causate da un fungo (<em>Pneumocystis jirovecii</em>), microrganismo che normalmente risiede nei nostri polmoni senza procurare danni. Come avete imparato da <em>Esplorando il corpo umano</em> il guardiano della salute del nostro organismo è il sistema immunitario (SI). Se un fungo solitamente innocuo causa polmoniti è indice che qualcosa non sta funzionando nel sistema immunitario e nelle sue componenti. La conseguenza dell’AIDS è questa: limitare l&#8217;efficacia del SI rendendo l’ospite del virus più suscettibili a infezioni e tumori.</p>



<h4 class="wp-block-heading">È un effetto immediato? Le persone che contraggono il virus HIV (sieropositive) sono subito colpite da AIDS? No. Sia chiaro chi non si cura, andrà incontro a questo destino, gradualmente, portando dentro di se un virus terribile e sopratutto subdolo.&nbsp;</h4>



<p>Questo passaggio ci dovrebbe già far intuire la sostanziale differenza tra il SARS-CoV-2 e HIV, sono virus diversi con strategie evolutive agli antipodi.&nbsp;Il SARS-CoV-2 ha una strategia a <strong>tsunami</strong>, per contagiare sfrutta le vie aeree, si insedia in un nuovo ospite e nel giro di pochi giorni può nuovamente trasmettersi in un altro ospite. Come una grande onda nel giro di poco tempo, sfruttando la crescita esponenziale dei contagi, il SARS-CoV-2 colpisce tutto ciò che può colpire. Ecco perché è fondamentale per mitigare la sua diffusione mantenere le distanze, portare la mascherina e evitare luoghi affollati. HIV è un virus estremamente più subdolo, per diffondersi sfrutta lo scambio di fluidi corporei (come ad esempio sangue e sperma) in qualsiasi stadio della malattia (se il sieropositivo non è sotto trattamento farmacologico, chi è sotto trattamento ha una carica virale quasi nulla). </p>



<h4 class="wp-block-heading">&nbsp;A differenza del SARS-CoV-2&nbsp; che sfrutta la nostra quotidianità per diffondersi (il bus per andare a scuola, un concerto, lo stadio) HIV sfrutta la nostra intimità diffondendosi principalmente per via sessuale.&nbsp;</h4>



<p>Cosa causa queste differenze? Come già detto, la strategia evolutiva. <strong>HIV è uno stratega del male</strong>. Una volta entrato nella cellula non inizia a replicarsi incessantemente ma integra il proprio RNA (retrotrascrivendolo in DNA*) nella cellula. La cellula infettata può attivare subito la replicazione virale, o più frequentemente può rimanere inattiva per un periodo di tempo compreso tra mesi e anni, comportandosi esattamente come una cellula non infetta.&nbsp;A complicare ulteriormente la situazione vi è il fatto che HIV ha un <strong>tasso di mutazione</strong> estremamente elevato. <br>*nb solo i retrovirus possono retrotrascrivere il loro RNA in DNA, SARS-CoV-2 no, i vaccini a mRNA nemmeno.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il tasso di mutazione in HIV è dovuto sia a fattori interni, nel passaggio da RNA a DNA (la retrotrascrizione) non vi sono controlli e non viene mantenuta un&#8217;alta fedeltà, sia da fattori esterni come la risposta a un trattamento farmacologico. </h4>



<p>Detto ciò, veniamo al punto. Perché non abbiamo un vaccino contro HIV? Primo punto da sfatare: di vaccini per proteggerci dall&#8217;HIV se ne parla dal 1984, anno successivo all&#8217;isolamento del virus. </p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-style-large is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“A vaccine (will be) ready for testing in approximately two years”</p><p>(il vaccino sarà pronto per essere testato all&#8217;incirca fra due anni)</p><cite>Margaret Heckler,  US Secretary of Health and Human Services</cite></blockquote>



<p>Oltre cento candidati vaccini sono stati prodotti e una dozzina hanno raggiunto le fasi finali di sperimentazione fallendo [1]. Possiamo riassumere la mancanza del vaccino secondo due aspetti:  la natura dell&#8217;infezione da HIV e aspetti di natura socio-economici. </p>



<p><strong>Natura dell&#8217;infezione da HIV. </strong>Ad oggi nessun essere umano autonomamente è riuscito a <strong>guarire</strong> completamente dall&#8217;infezione [2] . I ricercatori quindi non possono indurre tramite un vaccino una risposta immunitaria efficace, allenando il SI a sviluppare le difese, come accade con altre infezioni (SARS-CoV-2 compresa). E oltre a quanto già detto sul tasso di mutazione, HIV possiede un elevato tasso di <strong>glicosilazione</strong>. Le proteine che compongono il virus sono ricoperte di zuccheri che impediscono il riconoscimento da parte del Sistema Immunitario, un po&#8217; come se fossero uno scudo. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Leggi anche</p><p><a href="https://www.biologiperlascienza.it/2020/09/10459/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Covid 19 e vaccino antinfluenzale: tra scienza e pseudoscienza</a></p></blockquote>



<p><strong>Aspetti socio economici.</strong> Lo sviluppo di un vaccino contro HIV è un investimento estremamente rischioso per un’azienda farmaceutica che deve sostenersi a livello economico. Nonostante gli enormi passi in avanti nella comprensione del virus una rapida soluzione, ad oggi, non è ancora dentro l&#8217;angolo. A quanto detto va aggiunto che il trattamento farmacologico con antiretrovirali [3] permette ai sieropositivi la convivenza con il virus e un&#8217;aspettativa di vita paragonabile a persone sane. Infine, le campagne sull&#8217;uso del profilattico, quando attuate, hanno permesso una maggior comprensione dei rischi legati alle malattie sessualmente trasmissibili. </p>



<p>Nonostante tutte queste difficoltà la ricerca per un vaccino è ancora all&#8217;ordine del giorno. Nuovi candidati con nuove rivoluzionarie idee sono in fase di sperimentazione. Saranno loro a farcela dove gli altri hanno fallito? </p>



<p>FONTI<br><br>[1] <a href="https://www.healthaffairs.org/doi/full/10.1377/hlthaff.28.6.1642" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Why We Don’t Have An HIV Vaccine, And How We Can Develop One</a><br>[2] <a href="https://www.immunology.org/publications/bsi-reports/60-years-immunology-past-present-and-future/the-hunt-for-hiv-vaccine" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The hunt for an HIV vaccine</a><br>[3] <a href="https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/lesperto-risponde/hiv-da-una-compressa-al-giorno-ad-uniniezione-al-mese" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Farmaci per l&#8217;HIV sempre più efficaci e a lunga durata d&#8217;azione. Grazie alle nuove formulazioni sarà possibile effettuare la somministrazione una sola volta al mese</a><br>[4] <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3234451/#A006841C11" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Origins of HIV and the AIDS Pandemic</a><br>[5]<a href="https://www.nature.com/articles/s41579-020-00441-3" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Prospects for SARS-CoV-2 diagnostics, therapeutics and vaccines in Africa</a></p>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



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		<title>Covid 19 e vaccino antinfluenzale: tra scienza e pseudoscienza</title>
		<link>https://www.biologiperlascienza.it/2020/09/10459/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Biologi per la Scienza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2020 18:23:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[Divulgazione]]></category>
		<category><![CDATA[antinfluenzale]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid 19]]></category>
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		<category><![CDATA[SARS-CoV2]]></category>
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		<category><![CDATA[vaccino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Covid 19 e vaccino antinfluenzale: tra scienza e pseudoscienza Uno studio di un gruppo di ricerca italiano smentisce la narrazione pseudoscientifca: il vaccino antinfluenzale potrebbe proteggere da Covid 19 Italia, primavera 2020. Nel picco della pandemia di Covid-19 scienziati e politici iniziano ad interrogarsi sull’eventualità di rendere obbligatorio (o promuovere...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Covid 19 e vaccino antinfluenzale: tra scienza e pseudoscienza</h1>
<h2>Uno studio di un gruppo di ricerca italiano smentisce la narrazione pseudoscientifca: il vaccino antinfluenzale potrebbe proteggere da Covid 19</h2>
<hr />
<h6></h6>
<h2 style="text-align: left"><em>Italia, primavera 2020.</em> Nel picco della <strong>pandemia di Covid-19</strong> scienziati e politici iniziano ad interrogarsi sull’eventualità di rendere obbligatorio (o promuovere con maggiore risolutezza) il vaccino antinfluenzale 2020/21.</h2>
<p style="text-align: left">Le motivazioni scientifiche a supporto di questa possibilità sono principalmente due: favorire la <strong>diagnosi differenziale</strong> e stimolare l’<strong>immunità crociata</strong>. Il problema della <strong>diagnosi differenziale</strong> è dovuto al fatto che Covid 19 e influenza condividono molti sintomi caratteristici (febbre, tosse etc.), rendendo di fatto impossibile distinguere tra le due malattie in assenza di uno specifico test per rilevare SARS-CoV-2. Un alto tasso di copertura vaccinale antinfluenzale consentirebbe di tracciare velocemente ed efficacemente i contagiati sintomatici: se sono vaccinato contro l’influenza ma sviluppo comunque sintomi influenzali ci sono buone probabilità che questi sintomi siano causati da altro, e potenzialmente dal SARS-CoV-2 (anche se è necessario ricordare che l’efficacia dei vaccini antinfluenzali non è del 100%). Per <strong>immunità crociata</strong> si intende invece quel processo, noto già dai tempi della prima vaccinazione contro il vaiolo nel XVIII secolo, per cui la vaccinazione contro un certo patogeno è in grado di “predisporre” il nostro sistema immunitario ad affrontare patogeni diversi da quelli direttamente bersagliati dal vaccino. In pratica il vaccino antinfluenzale potrebbe rendere il sistema immunitario maggiormente in grado di affrontare e sconfiggere il SARS-CoV-2.</p>
<h2 style="text-align: left"><em>Sempre Italia, sempre primavera 2020</em>. Sempre nel picco della pandemia di Covid 19, lo Stato Maggiore della <strong>pseudoscienza</strong> italiana inizia la sua ennesima crociata antivaccinale, nel segno dell&#8217;interpretazione deliberatamente sbagliata dei dati e del complottismo più becero.</h2>
<p style="text-align: left">Il medico <a href="https://www.nextquotidiano.it/dieci-cose-da-sapere-su-giulio-tarro/"><strong>Giulio Tarro</strong></a>, alla ribalta nazionale grazie alle numerose <a href="https://www.biologiperlascienza.it/2020/09/abbiamo-parlato-con-telese-di-scienza-e-giornalismo/">presenze in tv</a> in veste di &#8220;virologo anti-Burioni&#8221;, coglie la palla al balzo. Ha notato (come tutti quelli che si occupano della pandemia) una particolare incidenza e severità di Covid 19 tra le persone vaccinate contro l&#8217;influenza. Tutto vero, tranne la sua spiegazione. Secondo Tarro il coronavirus sarebbe spesso &#8220;attivato&#8221; dalla vaccinazione antinfluenzale. A conclusioni simili giunge anche il presidente dell&#8217;Ordine dei Biologi, <strong>Vincenzo D&#8217;Anna</strong>, già al centro delle <a href="https://www.corriere.it/politica/20_marzo_16/vincenzo-d-anna-notizie-false-coronavirus-dimissioni-ritirate-presidente-dell-ordine-biologi-4715f9ba-675a-11ea-93a4-da8ab3a8afb1.shtml">polemiche</a> per altre affermazioni scientificamente infondate su Covid 19. <strong>Antonietta Gatti </strong>e<strong> Stefano Montanari </strong>(<a href="https://www.facebook.com/BiologiPerLaScienza/posts/montanari-ci-fa-schifo-spiegato-benequando-abbiamo-pubblicato-il-post-sullinterv/762069470990636/">che ci fa schifo</a>), lasciano addirittura intendere che il SARS-CoV-2 posse essere stato iniettato direttamente insieme al vaccino antinfluenzale. Puro complottismo: Montanari e Gatti non spendono una parola per spiegare come sia possibile che un virus iniettato tra fine autunno ed inverno (quando si somministrano le vaccinazioni antinfluenzali) sia sia manifestato solo tra marzo e aprile nella maggior&#8217;parte dei casi. Incubazione di mesi? Ah, saperlo.</p>
<p>Ma come si spiega invece il dato dell&#8217;incidenza e della severità di Covid 19 nei pazienti vaccinati contro l&#8217;influenza? Semplicemente, la popolazione dei soggetti che riceve l&#8217;antinfluenzale si sovrappone con la popolazione dei soggetti più a rischio (la scorsa primavera) di contrarre il SARS-CoV-2 e di manifestare sintomi più gravi: anziani, malati, personale sanitario. In pratica, l&#8217;antinflenzale è somministrato alle fasce più deboli (anziani e malati) o più esposte al rischio (perosonale sanitario). Le stesse fasce di popolazione sono le più deboli ed esposte davanti a Covid 19. Nessun dato che suggerisca interpretazioni diverse e più complicate. Nessun nesso causale. Solo un po&#8217; di buonsenso, o di onestà intellettuale nell&#8217;interpretare dei dati senza malizia.</p>
<h2>E alla fine arriva la scienza</h2>
<p>Mentre la pseudoscienza cerca di diffondere idee sbagliate e pericolose, la scienza lavora. Coi suoi tempi lenti &#8211; quelli che servono a produrre dati per sostenere le proprie ipotesi, invece di dire la prima cosa che ti passa per la testa &#8211; aggiunge un mattoncino alla volta alla costruzione del sapere umano. E così è notizia di questi giorni che un gruppo di ricercatori di Milano ha pubbilcato un <a href="https://www.mdpi.com/2076-393X/8/3/535/htm">articolo</a> in cui si analizza la relazione tra vaccino antinfluenzale e diffusione e severità di Covid 19. I risultati sono chiari:</p>
<blockquote><p>Nella popolazione italiana over 65, il tasso regionale di copertura vaccinale antinfluenzale è  inversamente associato con gli indici di diffusione e le conseguenze cliniche del sars-cov-2.</p></blockquote>
<p>E cioè: nelle regioni con una più alta copertura antinflunezale tra gli over 65, il virus circola con più fatica e causa sintomi meno severi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><figure style="width: 953px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.biologiperlascienza.it/wp-content/uploads/2020/09/Titolo-e-autori.png" alt="L'articolo e gli autori del gruppo di ricerca milanese" width="953" height="397" /><figcaption class="wp-caption-text">L&#8217;articolo e gli autori del gruppo di ricerca milanese</figcaption></figure></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><em>Correlation is not causation</em>, ma certe volte salva le vite</h2>
<p>Come sottolineato dagli stessi autori dell&#8217;articolo, si tratta di una pura correlazione che non è sufficiente a dimostrare un nesso di causa-effetto. Vengono però proposte alcune possibili spiegazioni per questa correlazione: oltre alla già citata immunità crociata, potrebbe avere un ruolo la prevenzione di co-infezioni di SARS-CoV-2 e virus influenzali, associate a prognosi più severa. Queste possibilità saranno sicuramente esplorate dalla comunità scientifica, alla ricerca di una spiegazione per la correlazione osservata nell&#8217;articolo dei ricercatori milanesi. Nel frattempo però i ricercatori fanno notare che, se il nesso tra antinfluenzale e resistenza a Covid 19 fosse dimostrato, il vaccino potrebbe diventare un&#8217;arma fondamentale:</p>
<blockquote><p>è possibile stimare che un aumento dell&#8217;1% nella copertura vaccinale tra i soggetti over 65 sarebbe risultato, nell&#8217;intera popolazione italiana, in una riduzione di 78,560 soggetti positivi, 2512 ricoverati con sintomi, 353 ricoverati in terapia intensiva, 1989 morti</p></blockquote>
<p>Solo l&#8217;1% di aumento della copertura avrebbe potuto salvare circa 2000 vite. Troppo presto per dire che tutto questo sia esattamente vero. D&#8217;altra parte questo articolo rappresenta un ulteriore punto a favore delle vaccinazioni antinfluenzali. La pseudoscienza porta avanti le sue battaglie senza preoccuparsi di fornire un singolo dato. Dall&#8217;altro lato la scienza cerca di capirci qualcosa. E di salvare vite. Nel frattempo la campagna di vaccinazioni antinfluenzale 2020/21 sta per iniziare. Sapete cosa fare.</p>
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		<title>Quella volta che abbiamo parlato con Luca Telese di scienza e giornalismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Biologi per la Scienza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2020 13:51:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Covid 19]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[SARS-CoV2]]></category>
		<category><![CDATA[Tarro]]></category>
		<category><![CDATA[Telese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aprile 2020, il lockdown italiano si è concluso da poche settimane. Il dibattito pubblico non si ferma. Nel marasma di informazioni il 20 Aprile compare sul TPI l&#8217;intervista al virologo Giulio Tarro a firma di Luca Telese.  Il virologo Tarro a TPI: “Il lockdown non ha senso, il caldo e...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Aprile 2020, il lockdown italiano si è concluso da poche settimane. Il dibattito pubblico non si ferma. Nel marasma di informazioni i</span><span style="color: #000000">l 20 Aprile compare sul TPI l&#8217;intervista al virologo Giulio Tarro a firma di Luca Telese. </span></p>
<blockquote>
<h3 class="c-hero__title" style="padding-left: 40px">Il virologo Tarro a TPI: “Il lockdown non ha senso, il caldo e il plasma dei guariti possono fermare il Covid”</h3>
<h6 class="c-hero__title" style="padding-left: 40px;text-align: justify"><span style="color: #999999">Intervista <span style="color: #ff0000">all&#8217;esperto di fama internazionale</span>: &#8220;Il Coronavirus per diffondersi ha bisogno di spazi chiusi, scarsa ventilazione o sistemi di aria condizionata, temperature basse o umide. Il mare e la spiaggia sono l’esatto contrario di questo microclima propizio. Burioni? Mi diverte chi vuole dare lezioni dopo aver fatto errori come e più degli altri&#8221;</span></h6>
</blockquote>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">L&#8217;articolo, già dalle prime righe, tenta di contrapporre virologi che compaiono in tv: il sempre citato e intervistato da Fabio Fazio, Roberto Burioni e l&#8217;inascoltato e savio Giulio Tarro comparso a <a href="https://twitter.com/BiologiScienza/status/1253368387725647874">Porta a Porta</a>. </span><span style="color: #000000">Giulio Tarro  medico in pensione del quale diversi articoli hanno cercato di tracciarne il percorso scientifico sia <a href="https://www.nextquotidiano.it/dieci-cose-da-sapere-su-giulio-tarro/">prima</a> della comparsa del Sars-CoV-2, sia <a href="https://www.ilfoglio.it/televisione/2020/04/25/news/circo-tarro-315032/">dopo</a> con la sua ospitata da Giletti a &#8220;Non è l&#8217;Arena&#8221;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h1 style="text-align: justify"><a href="https://espresso.repubblica.it/attualita/2020/04/24/news/chi-e-davvero-giulio-tarro-il-virologo-anti-burioni-e-de-luca-tra-titoli-inventati-e-bufale-1.347616">Chi è davvero Giulio Tarro, il virologo anti-Burioni e De Luca. Tra titoli inventati e bufale.</a></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000">Il 23 aprile la SIICAL (Società Italiana di Immunologia Clinica e Allergologa) pubblica un <a href="http://www.siica.org/siica/sites/default/files/news/Tarro_0.pdf">comunicato</a> sulla continua presenza di Tarro in tv e giornali. Scrivendo:</span></p>
<div class="page" title="Page 1">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<blockquote>
<h4 style="text-align: justify">tarro, pur “allievo” dello scienziato albert bruce sabin (che ha sviluppato uno dei vaccini contro il virus della poliomielite), e con cui ha condiviso quattro lavori scientifici all’inizio degli anni 70, ha pubblicato 68 lavori scientifici, molti dei quali su riviste italiane non “peer- reviewed”, con un totale di 447 citazioni e un indice di hirsch di 10. questi indici bibliometrici sono appropriati per un ricercatore all’inizio del suo percorso scientifico, non certo per un senior autoproclamatosi candidato al nobel.</h4>
<h4 style="text-align: justify">Con semplici verifiche avrebbe anche appreso che Giulio Tarro, negli anni recenti, ha partecipato solo a quelle che nella letteratura scientifica internazionale sono definite “predatory conferences” e ha ricevuto “predatory prizes”, l’equivalente insomma delle “fake news” in rete. Avrebbe anche appreso che Tarro ha sostenuto cure senza fondamento scientifico.</h4>
</blockquote>
</div>
</div>
</div>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Il 24 Aprile ci accorgiamo dell&#8217;articolo di Telese e tentiamo di aprire una discussione seria su Twitter con il giornalista. Nessuno vuole impedirgli di fare il suo lavoro, cerchiamo di evidenziare un errore palese: Tarro, nel 2020, non è un esperto internazionale e (soprattutto) le sue affermazioni sono opinioni personali non supportate da dati. </span></p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="it" dir="ltr">Spettabile <a href="https://twitter.com/lucatelese?ref_src=twsrc%5Etfw">@lucatelese</a> in questa intervista ha definito Giulio Tarro virologo di fama mondiale.</p>
<p>Oggi la società di immunologia (<a href="https://twitter.com/SiicaI?ref_src=twsrc%5Etfw">@SiicaI</a>) ha rilasciato un duro comunicato contro Tarro e i suoi premi senza valenza scientifica (predatory prize). </p>
<p>Può rettificare? <a href="https://t.co/bFOaZvKwKZ">https://t.co/bFOaZvKwKZ</a></p>
<p>&mdash; Biologi per la scienza (@BiologiScienza) <a href="https://twitter.com/BiologiScienza/status/1253734770560958466?ref_src=twsrc%5Etfw">April 24, 2020</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p><span style="color: #000000">Ottenendo come risposta.</span></p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="it" dir="ltr">Non ho fatto una intervista a Tarro per discutere il suo curriculum, ma per riportare le sue opinioni. Non devo rettificare proprio nulla, caro. La patente per essere abilitati a a parlare non l’hanno ancora  inventata, e certo non la rilasciate voi. <a href="https://t.co/8WRWUk42Mo">https://t.co/8WRWUk42Mo</a></p>
<p>&mdash; Luca Telese (@lucatelese) <a href="https://twitter.com/lucatelese/status/1254026850197790720?ref_src=twsrc%5Etfw">April 25, 2020</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p><span style="color: #000000">Proviamo quindi a essere ancora più chiari. Ad aggiungersi alle nostre critiche c&#8217;è anche Maurizio Scaltriti. </span></p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="it" dir="ltr">Quindi <a href="https://twitter.com/lucatelese?ref_src=twsrc%5Etfw">@lucatelese</a> non credi che dare spazio a opinioni di ciarlatani riconosciuti e recidivi non sia da criticare? Complimenti, avanti così con giornalismo sensazionalistico da quattro soldi&#8230;.</p>
<p>&mdash; Maurizio Scaltriti (@ScaltritiLab) <a href="https://twitter.com/ScaltritiLab/status/1254034991522238466?ref_src=twsrc%5Etfw">April 25, 2020</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p><span style="color: #000000">Ma Telese non ne vuole sapere. E sferra i suoi contrattacchi. Chi siete voi per giudicare Tarro? Finché&#8230;</span></p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="it" dir="ltr">Meglio di te. Io sono prof associato al MSKCC di NYC, in biologia molecolare (verifica per favore). Tarro ha pubblicato 500 articoli su predatory journals (dove basta pagare per averli) e ha infatti solo 800 citazioni e un h index di 9. Io per farti un idea ne ho 8000 e 44. Ok?</p>
<p>&mdash; Maurizio Scaltriti (@ScaltritiLab) <a href="https://twitter.com/ScaltritiLab/status/1254036140954451969?ref_src=twsrc%5Etfw">April 25, 2020</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Ahia Telese. Forse le nostre critiche non erano così campate per aria. Non importa se poi ci hai chiamato &#8220;biologi della cippa&#8221;, dopo una figura del genere ti perdoniamo tutto. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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