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Divulgazione

Lo dice la scienza

Quante volte è capitato di leggere affermazioni più o meno sensazionalistiche seguite dalle magiche parole “lo dice la scienza”? Chi è questa “scienza”? Cosa si intende veramente?

Dipende.

Quando si parla di scienza bisogna sempre stare molto attenti alla fonte che si cita, perché se è vero che di alcune ci si può fidare tranquillamente, da altre è bene tenersi a distanza.

In seguito, vi riportiamo un piccolo vademecum.


Studio pubblicato.

Fonte più affidabile. Qualcuno ha fatto degli studi e ha scritto un articolo. Dopo essere stato esaminato da altri esperti, questo è stato ritenuto metodologicamente corretto e quindi pubblicato su una rivista scientifica.

Studio in “pre-print”

Qualcuno ha fatto degli studi e ha scritto un articolo. Mentre sta ancora venendo esaminato da altri esperti, viene pubblicato su internet in quanto l’autore ritiene che contenga informazioni utili per il resto della comunità scientifica.
Un pre-print viene tendenzialmente considerato una fonte attendibile se gli esperti di quel settore lo ritengono attendibile (una specie di “revisione informale”).

Studio su una rivista predatoria

Immondizia totale, da evitare come il COVID. Le riviste predatorie a differenza di quelle scientifiche non controllano ciò che viene pubblicato. Pubblicano letteralmente qualsiasi cosa purché si paghi. Al link è disponibile un elenco di riviste predatorie e quindi da evitare.

Comunicato di un’azienda

Attendibile per i dati, meno per le conclusioni. Un’azienda fa degli studi per indagare se un certo farmaco da loro prodotto funziona e fa poi un comunicato in cui annuncia i risultati. Le aziende non possono mentire sui loro comunicati, quindi in generale ciò che riportano è vero.

Ma c’è un ma.

Presentandoli bene, le aziende fanno spesso in modo che dei risultati modesti sembrino eclatanti. Nonostante la lecita iniziale esitanza di AIFA, alla fine ne abbiamo comprate 150mila dosi al modico prezzo di 100 milioni di euro, ma sorvoliamo su questa triste storia.

Report di un’agenzia governativa

Le agenzie governative in generale hanno accesso a moltissimi dati di elevata qualità e quindi ciò che dicono è da considerarsi attendibile. Inoltre tendono a presentare i risultati per quello che sono, senza toni eccessivamente ottimisti o inutilmente pessimisti.

“Eh ma l’esperto dice che…”

Dipende.

Un virologo che parla di meccanismi molecolari di infezione? Attendibile, a meno che non ci siano studi che lo contraddicono.

Un infettivologo che parla di evoluzione virale e varianti? Non malissimo, ma si può trovare di meglio, tipo uno studioso di genomica

Un economista che parla di andamenti epidemiologici? Praticamente siamo così in basso nell’attendibilità che è meglio prendere un Topolino.

Il vincitore di un premio Nobel? Dipende. Se parla del suo argomento probabilmente sì, a meno che non ci siano studi che lo contraddicono. Se quel premio Nobel però è Montagnier, no a priori.

Un autoproclamato candidato al Nobel? No. Già il titolo è inventato, figuriamoci quello che dice.

Un pagliaccio con la parrucca che fa il passivo aggressivo su Twitter? Bello come comico (ma forse neanche quello).

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