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COVID-19 Opinioni

Il vaccino e la roulette russa

Dalla Russia con furore, Putin annuncia l’autorizzazione del primo vaccino al mondo contro SARS-CoV-2.
Il vaccino sviluppato dall’Istituto di Ricerca di Epidemiologia e Microbiologia Gamaleya di Mosca consiste in due dosi, ognuna contenente un diverso adenovirus esprimente l’ormai famosa proteina S del nuovo coronavirus.
I vaccini basati sugli adenovirus, come tra l’altro quello europeo la cui sperimentazione comincerà presto allo Spallanzani di Roma, si avvalgono di una tecnologia completamente nuova e mai usata in uomo, e anche se a livello teorico dovrebbero essere sicuri, il fatto che in Russia abbiano deciso di saltare a piè pari la fase III di sperimentazione non sembra decisamente una buona idea. Approvare la distribuzione di un farmaco che non ha ancora neanche iniziato la fase III di sperimentazione è solo un modo carino per dire che la fase III di sperimentazione sarà fatta sulla popolazione.
Nella migliore delle ipotesi, la Russia vincerà a una scommessa fatta rischiando la salute dei suoi cittadini, mentre nella peggiore, beh, ci sono varie gradazioni di come potrebbe andare male.
La prima, migliore gradazione di come tutto ciò possa andare male, è che l’immunità sia limitata nel tempo, esponendo la popolazione inconscia al pericolo di future ondate epidemiche.
La seconda, peggiore, è che il vaccino in realtà abbia fin da subito un’efficacia molto limitata, rivelandosi inutile, e che dando alla popolazione l’illusione di essere protetta finisca per portare a comportamenti che favoriscano una nuova diffusione del virus.
Da notare che finora nessun dato sugli studi fatti sul candidato vaccino russo è stato ufficialmente pubblicato, e anche se possiamo sperare che almeno nessuno dei 76 volontari (alla faccia del campione statistico) abbia avuto reazioni gravi a quello che più che un vaccino è un aspirante tale, preferiremmo avere dei risultati verificabili.
Riprendendo però la serie di “cosa potrebbe andare storto”, c’è un ultimo, pessimo modo in cui questa “fase III sulla popolazione” potrebbe andare male, che come potete immaginare è quello in cui il vaccino non si rivelerà solo inutile, ma anche dannoso. Saranno danni immediati? Saranno gravi? Nessuno può saperlo prima del completamento di un rigoroso studio di fase III. La cosa più pericolosa in questo folle gioco che ricorda un po’ la corsa allo spazio della Guerra Fredda, è non solo che il prezzo di un eventuale fallimento sarà pagato dalla popolazione russa, un eventuale errore sarà sicuramente strumentalizzato da chi ai vaccini (quelli veri e sicuri, approvati seguendo tutti gli iter corretti di sperimentazione) si è sempre opposto, mettendo a rischio i risultati raggiunti nei decenni scorsi nel controllo e nella prevenzione di numerose malattie infettive.
Varie perplessità su questa iniziativa sono state espresse da numerosi scienziati di tutto il mondo in un articolo pubblicato su Nature [1], e noi non possiamo che essere altrettanto dubbiosi sui reali vantaggi, per non parlare delle ragioni scientifiche, di una simile scelta.



P.S. Ringraziamo PiùEuropa Shitposting per la base dell’immagine anche se copyright is theft.

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