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Perché non abbiamo un vaccino contro HIV?

Perché per difenderci dal covid-19 siamo riusciti a sviluppare dopo solo un anno dei vaccini? E perché non abbiamo un vaccino contro HIV?  

Premessa. La sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) è una malattia del sistema immunitario umano causata da due lentivirus chiamati virus dell’immunodeficienza umana (HIV). Bene ora possiamo continuare, i negazionisti della relazione diretta HIV (virus) —> AIDS (malattia) ci hanno abbandonati. L’AIDS è stata riconosciuta e documentata come nuova malattia nel 1981 a seguito di un aumento di morti di giovani omosessuali causate da infezioni opportunistiche. Questi ragazzi venivano colpiti da polmoniti insolite causate da un fungo (Pneumocystis jirovecii), microrganismo che normalmente risiede nei nostri polmoni senza procurare danni. Come avete imparato da Esplorando il corpo umano il guardiano della salute del nostro organismo è il sistema immunitario (SI). Se un fungo solitamente innocuo causa polmoniti è indice che qualcosa non sta funzionando nel sistema immunitario e nelle sue componenti. La conseguenza dell’AIDS è questa: limitare l’efficacia del SI rendendo l’ospite del virus più suscettibili a infezioni e tumori.

È un effetto immediato? Le persone che contraggono il virus HIV (sieropositive) sono subito colpite da AIDS? No. Sia chiaro chi non si cura, andrà incontro a questo destino, gradualmente, portando dentro di se un virus terribile e sopratutto subdolo. 

Questo passaggio ci dovrebbe già far intuire la sostanziale differenza tra il SARS-CoV-2 e HIV, sono virus diversi con strategie evolutive agli antipodi. Il SARS-CoV-2 ha una strategia a tsunami, per contagiare sfrutta le vie aeree, si insedia in un nuovo ospite e nel giro di pochi giorni può nuovamente trasmettersi in un altro ospite. Come una grande onda nel giro di poco tempo, sfruttando la crescita esponenziale dei contagi, il SARS-CoV-2 colpisce tutto ciò che può colpire. Ecco perché è fondamentale per mitigare la sua diffusione mantenere le distanze, portare la mascherina e evitare luoghi affollati. HIV è un virus estremamente più subdolo, per diffondersi sfrutta lo scambio di fluidi corporei (come ad esempio sangue e sperma) in qualsiasi stadio della malattia (se il sieropositivo non è sotto trattamento farmacologico, chi è sotto trattamento ha una carica virale quasi nulla).

 A differenza del SARS-CoV-2  che sfrutta la nostra quotidianità per diffondersi (il bus per andare a scuola, un concerto, lo stadio) HIV sfrutta la nostra intimità diffondendosi principalmente per via sessuale. 

Cosa causa queste differenze? Come già detto, la strategia evolutiva. HIV è uno stratega del male. Una volta entrato nella cellula non inizia a replicarsi incessantemente ma integra il proprio RNA (retrotrascrivendolo in DNA*) nella cellula. La cellula infettata può attivare subito la replicazione virale, o più frequentemente può rimanere inattiva per un periodo di tempo compreso tra mesi e anni, comportandosi esattamente come una cellula non infetta. A complicare ulteriormente la situazione vi è il fatto che HIV ha un tasso di mutazione estremamente elevato.
*nb solo i retrovirus possono retrotrascrivere il loro RNA in DNA, SARS-CoV-2 no, i vaccini a mRNA nemmeno.

Il tasso di mutazione in HIV è dovuto sia a fattori interni, nel passaggio da RNA a DNA (la retrotrascrizione) non vi sono controlli e non viene mantenuta un’alta fedeltà, sia da fattori esterni come la risposta a un trattamento farmacologico.

Detto ciò, veniamo al punto. Perché non abbiamo un vaccino contro HIV? Primo punto da sfatare: di vaccini per proteggerci dall’HIV se ne parla dal 1984, anno successivo all’isolamento del virus.

“A vaccine (will be) ready for testing in approximately two years”

(il vaccino sarà pronto per essere testato all’incirca fra due anni)

Margaret Heckler, US Secretary of Health and Human Services

Oltre cento candidati vaccini sono stati prodotti e una dozzina hanno raggiunto le fasi finali di sperimentazione fallendo [1]. Possiamo riassumere la mancanza del vaccino secondo due aspetti: la natura dell’infezione da HIV e aspetti di natura socio-economici.

Natura dell’infezione da HIV. Ad oggi nessun essere umano autonomamente è riuscito a guarire completamente dall’infezione [2] . I ricercatori quindi non possono indurre tramite un vaccino una risposta immunitaria efficace, allenando il SI a sviluppare le difese, come accade con altre infezioni (SARS-CoV-2 compresa). E oltre a quanto già detto sul tasso di mutazione, HIV possiede un elevato tasso di glicosilazione. Le proteine che compongono il virus sono ricoperte di zuccheri che impediscono il riconoscimento da parte del Sistema Immunitario, un po’ come se fossero uno scudo.

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Aspetti socio economici. Lo sviluppo di un vaccino contro HIV è un investimento estremamente rischioso per un’azienda farmaceutica che deve sostenersi a livello economico. Nonostante gli enormi passi in avanti nella comprensione del virus una rapida soluzione, ad oggi, non è ancora dentro l’angolo. A quanto detto va aggiunto che il trattamento farmacologico con antiretrovirali [3] permette ai sieropositivi la convivenza con il virus e un’aspettativa di vita paragonabile a persone sane. Infine, le campagne sull’uso del profilattico, quando attuate, hanno permesso una maggior comprensione dei rischi legati alle malattie sessualmente trasmissibili.

Nonostante tutte queste difficoltà la ricerca per un vaccino è ancora all’ordine del giorno. Nuovi candidati con nuove rivoluzionarie idee sono in fase di sperimentazione. Saranno loro a farcela dove gli altri hanno fallito?

FONTI

[1] Why We Don’t Have An HIV Vaccine, And How We Can Develop One
[2] The hunt for an HIV vaccine
[3] Farmaci per l’HIV sempre più efficaci e a lunga durata d’azione. Grazie alle nuove formulazioni sarà possibile effettuare la somministrazione una sola volta al mese
[4] Origins of HIV and the AIDS Pandemic
[5] Prospects for SARS-CoV-2 diagnostics, therapeutics and vaccines in Africa


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